Un anno di Milan - L'arrivo di Romagnoli tra "no" e attesa: il giusto investimento per il pupillo di Sinisa
Matteo Calcagni
Una delle primissime richieste di Sinisa Mihajlovic, da nuovo allenatore del Milan, andò a ricadere su Alessio Romagnoli, difensore da lui lanciato in blucerchiato e potenziale futuro della retroguardia azzurra. Un desiderio di non facile attuazione, considerando le ovviamente elevate pretese economiche della Roma, detentrice del cartellino del nativo di Anzio. Dopo aver acquisito Bertolacci sempre dai giallorossi, il Milan iniziò a tessere la tela per Romagnoli, accumulando milioni ed effettuando un'"irrinunciabile" proposta di 25 milioni di euro.
IL NO E L'ATTESA - Lo scorso 14 luglio, a seguito della sopracitata offerta, il Milan incassò il rifiuto del club capitolino. Un "no" che dipendeva da più fattori, tra i quali anche l'equilibrio della piazza romana: una cessione del giovane difensore, prima dell'arrivo di un grande colpo, non avrebbe certamente fatto felici i tifosi giallorossi. Il club rossonero decise di non alzare la cifra messa sul piatto, limitandosi ad aspettare l'evoluzione del mercato. Un'attesa che fu ripagata dopo appena quattro settimane.
L'ARRIVO E IL CORRETTO INVESTIMENTO - L'ufficialità dell'acquisto di Romagnoli è arrivata l'11 agosto, proprio per quei 25 milioni che il Milan si era impegnato a non superare. Una cifra elevata che fece comunque scalpore, soprattutto per la giovane età e la limitata esperienza del ragazzo. Alcuni misero in dubbio la bontà dell'operazione, ma fu il campo a parlare e a mettere in archivio le critiche. L'ex blucerchiato, oltre ad essere diventato una colonna della difesa rossonera, si sta rivelando uno dei migliori centrali del campionato. Il perfetto esempio del corretto investimento.


