Mihajlovic e Inzaghi, il confronto dopo diciassette partite: vince il serbo, ma il suo Milan ancora non splende
Matteo Calcagni
Il Milan di Sinisa Mihajloivic ha chiuso il 2015 al sesto posto, a quattro lunghezze dalla Roma (quinta) e sette da Fiorentina e Napoli (seconda e terza). Un risultato parziale non del tutto soddisfacente, viste quelle che erano le ambizioni estive della società rossonera: si è parlato più volte di qualificazione alla Champions come obiettivo principe, quasi obbligato. I novanta milioni sborsati effettivamente rappresentavano una sorta di assicurazione per una profonda miglioria tecnica, ma nel calcio le cose non funzionano sempre in questo modo. Le responsabilità di Mihajlovic, in questo senso, sono molto basse.
CONFRONTO - Un anno fa, con una squadra obiettivamente più debole, l'undici di Inzaghi riuscì a conquistare 25 lunghezze dopo diciassette gare, segnando 26 gol e subendone 20. Il serbo ha fatto meglio del predecessore in termini di punti, 28, ma ha incasato più reti (21) e ne ha segnate meno (22). Analizzando però gli andamenti delle due squadre, la lancetta pende dal lato di Sinisa, la cui squadra si è dimostrata più equilibrata della precedente. Mihajlovic sta pagando l'inizio traballante di stagione che, al contrario, fu il salvagente di Inzaghi per i mesi a venire. La vera differenza dovrà uscire obbligatoriamente nei prossimi mesi, quando il Milan dovrà effettuare il decisivo salto di qualità per entrare in Europa e provare a centrare un trofeo (la Coppa Italia).
ATTENUANTI - Mihajlovic a differenza di Inzaghi ha potuto beneficiare di un mercato decisamente più corposo, ma non ha potuto contare su Menez che, a conti fatti, era stato la punta di diamante del tecnico piacentino. Oltretutto, parlando per reparti, il colpo che doveva elevare il livello della mediana (Bertolacci) è stato quasi sempre infortunato. Il Milan attuale, anche con le defezioni, appare più forte di quello dell'anno scorso, ma la distanza tecnica non è poi così macroscopica. Queste attenuanti non bastano per saziare ambiente e tifoseria, ma dovrebbero comunque essere considerate nella valutazione complessiva del serbo.


