Un anno di Milan - Il successo in casa della Lazio: splendida illusione di una continuità solamente provvisoria
Simone Nobilini
Piccoli segnali di ripresa a Torino, successo sofferto (ma meritato) contro il Sassuolo e buona vittoria contro il Chievo Verona, per rilanciarsi dopo una delle più brutte prestazioni stagionali (nello 0-4 casalingo contro il Napoli) e tentare di riavvicinarsi alla zona Europa. In vista della trasferta di Roma contro la Lazio, il Milan andava alla ricerca di una continuità mai trovata fino a quel momento: occasione importantissima di dimostrare, finalmente, una crescita continua, infilando un filotto di vittorie che potesse finalmente rappresentare la svolta in un avvio di stagione complicato.
PROVA CONVINCENTE - In un campo in cui il Milan non vinceva dal novembre 2009 (1-2, grazie a Thiago Silva e Pato) contro la squadra biancoceleste, i rossoneri sono riusciti a sfornare quella che probabilmente è stata una delle migliori prestazioni stagionali. Solidi dietro, fatta eccezione per il forcing laziale nei 10 minuti finali dopo il gol di Kishna, bravi a gestire e ad affondare a piacimento da centrocampo in sù: la prima gioia di Bertolacci, spezzata dallo sfortunato infortunio al bicipite femorale, la prontezza di Mexès (in gol appena subentrato all’infortunato Alex ed autore di una prova da leader) e l’istinto killer di Carlos Bacca. Il tutto condito da una prova convincente di squadra che, nel confronto con una diretta concorrente per l’Europa, ha fatto ben sperare l’ambiente rossonero, confortato dal netto 1-3 finale.
SPLENDIDA ILLUSIONE - La vittoria di Roma, tuttavia, ha finito per rappresentare un punto d’arrivo e non di partenza per la squadra di Mihajlovic. Dopo il successo contro la Lazio, infatti, il Milan ha infatti registrato un nuovo calo nei match contro Atalanta e Juventus, sbagliando completamente l’approccio ai match e venendo salvato (almeno nella gara contro i bergamaschi) da un paio di interventi decisivi di Donnarumma. L’1-3 contro la Lazio, dunque, non ha fatto altro che rappresentare una splendida illusione di aver trovato finalmente continuità: un filotto di vittorie provvisorio e fermatosi a quota 3, da riprendere il prima possibile per tentare, stavolta per davvero, di trovare una continuità ben più duratura.


