Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Quel Milan che non c'è più

autore
Emiliano Cuppone
per Milannews.it
sabato 5 gennaio 2013, 10:00Primo Piano
autore Emiliano Cuppone
05.01.2013 10:00Primo Piano
Alberto Fornasari
Alberto Fornasari

Con la partenza di Pato e l’ormai certo addio anche a Robinho, il diavolo perde altri due pezzi fondamentali dello scudetto numero 18. Dopo gli addii ai senatori ed alle stelle rossonere, restano ormai Christian Abbiati, Ignazio Abate e Kevin Prince Boateng della formazione tipo di quel Milan che seppe vincere il tricolore a mani basse. La squadra di Allegri si è sgretolata un pezzo dopo l’altro in pochi mesi, perdendo figure importanti, oseremmo dire uniche nella storia del diavolo. Salutare giocatori del calibro di Seedorf, Nesta, Inzaghi e Gattuso, uomini che hanno fatto le fortune del Milan nell’ultima decade, calciatori capaci di vincere tutto, è stato un duro colpo per tutto l’ambiente. Sono partiti uomini di classe ed esperienza del calibro di Gianluca Zambrotta e Mark Van Bommel, vero leader del centrocampo e uomo chiave nella corsa scudetto targata 2011.

Addii dolorosi anche per Thiago Silva ed Ibrahimovic, su di loro abbiamo scritto tanto, forse anche troppo, inutile ricordare il peso di cessioni di tale portata. Infine Robinho, titolare inamovibile ed una delle sorprese vere e proprie di quella stagione trionfale, giocatore amato a 360° da Massimiliano Allegri che in lui ha trovato il prototipo della seconda punta tuttofare, diviso fra classe, colpi di genio e tanto lavoro per la squadra. A questi ci aggiungiamo Pato e Cassano, se non titolari inamovibili, pedine fondamentali, ricambi di lusso, a tratti trascinatori veri e propri di un Milan che poteva contare su di una rosa a dir poco competitiva. Un diavolo che non c’è più, nove undicesimi di un squadra che ha dominato su tutti i campi del belpaese che ha salutato fra lacrime, rimbrotti e veleni, tanti gli addii tutti diversi fra loro, divisi fra scelte e necessità, rimpianti e speranze. Il passato che se ne va, lo sguardo rivolto in avanti, al futuro, quantomai incerto, di una squadra tutta da scoprire e, soprattutto, da ricostruire partendo dalle fondamenta, lasciandosi alle spalle la gloria ed i ricordi di una parentesi splendida e di un Milan che ci aveva entusiasmato.

per Milannews.it

Altre notizie