CHE COS'HA PATO?
Davide Bin
Ai tanti motivi di inquietudine per i tifosi rossoneri di cui ho parlato nel precedente articolo, se n'è aggiunto un altro fresco fresco: Alexandre Pato, il gioiellino dell'attacco rossonero, è fermo dal 3 aprile scorso e non rientrerà nemmeno nella partita contro la Reggina; la prima diagnosi parlava di semplice affaticamento agli adduttori, cioè un problema teoricamente di poco conto che solitamente si risolve con qualche giorno di riposo e saltando una partita; le partite saltate, però, sono già tre, diventeranno quattro e, a quanto pare, il giocatore non riesce ancora ad allenarsi correttamente, a forzare e, soprattutto, a calciare. Ovviamente si attendono con ansia notizie più precise (e sincere) dallo staff medico, che, però, continua a spargere ottimismo e ad assicurare che il giocatore sta bene e rientrerà presto. In pratica ha fatto prima a rientrare Oddo (operato al menisco il 2 aprile, forse in panchina domenica) che Pato per un semplice affaticamento muscolare (restiamo alle versioni ufficiali) e sono certo di non essere l'unico insospettito e preoccupato per la situazione, che sembra tanto un triste deja-vu e nemmeno troppo lontano, visto che si riferisce alla stagione ancora in corso. Per i più smemorati offro qualche indizio: la nazionalità del giocatore è la stessa (brasiliana), il ruolo anche (attaccante), il tipo di problema è simile (muscolare) e lo staff medico del Milan è ugualmente ottimista e prevede un rientro in tempi brevi. Ovviamente mi riferisco all'infortunio del 31 luglio di Ronaldo alla festa di San Siro per la presentazione della nuova maglia con tanto di foto insieme ai tifosi e allenamento; anche allora si disse che era una cosa di poco conto e che il Fenomeno sarebbe tornato in campo nel giro di una decina di giorni, ma, come accade adesso per Pato, il giocatore continuava a sentire dolore, non riusciva ad allenarsi ed era preoccupato, fino a quando analisi più approfondite e consulti di medici diversi da quelli rossoneri, stabilirono che si trattava di un problema muscolare più serio (stiramento) che era stato trascurato e sottovalutato; Ronaldo rimase fuori a lungo, aspettò a rientrare fino a quando ogni dolore non fosse completamente sparito, giocò pochissimo e tutto ciò compromise la sua stagione (iniziata senza adeguata preparazione, proseguita con tanti acciacchi e problemi e finita tristemente con il grave infortunio al tendine rotuleo del 13 febbraio).
I più maligni sottolinearono che le vere condizioni di Ronaldo e la reale entità dell'infortunio furono svelate solo a settembre, a mercato chiuso, così che la società potesse evitare l'acquisto di un'altra punta, sicuramente reclamato da media e tifosi se una lunga assenza di Ronaldo fosse stata rivelata in pieno periodo di calciomercato. La dirigenza rossonera puntava molto sul Fenomeno e lo considerava il vero rinforzo per la stagione in corso e, purtroppo, si è visto com'è andata a finire, con il n°99 che ha chiuso la stagione 13 giorni dopo la fine del mercato invernale, una beffa per il Milan impossibilitato a sostituirlo quando ne avrebbe avuto un gran bisogno. Siccome l'altro rinforzo stagionale era ed è Pato, non vorrei che la situazione si ripetesse in tutto e per tutto, con l'erede del Fenomeno bloccato a lungo da un altro infortunio misterioso e inguaribile. Le coincidenze sono tante e preoccupanti e sorge un legittimo dubbio: o lo staff medico non dice la verità, oppure, cosa ben più grave, sbaglia diagnosi, cure e tempi di recupero; delle due l'una, altrimenti non saremmo qui a parlare di mistero Pato e ad attendere con ansia e impazienza un ritorno in campo che doveva essere veloce e, invece, tarda ad avvenire e ci fa venire qualche sospetto. Per questo ci chiediamo: che cos'ha Pato? Diteci la verità, per evitare un altro caso Ronaldo nel momento decisivo della stagione, quando il contributo del Papero potrebbe fare la differenza nella disperata rincorsa ad un quarto posto ancora molto, troppo lontano.


