ESCLUSIVA MN - Abatantuono: "Linea verde e progetto, la verità è diversa. La classe di Balotelli? La devo ancora vedere"
Gaetano Mocciaro
Il popolare attore Diego Abatantuono, in esclusiva per MilanNews.it, ci racconta le sue sensazioni da tifoso. Dallo shock delle cessioni importanti in estate all'acquisto a gennaio di Mario Balotelli.
Diego Abatantuono, l’ultimo intervento a MilanNews fu col Milan in lotta per il titolo, Thiago Silva in difesa e Ibrahimovic in attacco. Oggi le prospettive sono altre. Come ha vissuto questo cambio di pelle?
“Lo subisco, d’altronde non è che uno venga interpellato. La Società ha delle necessità e fa quello che deve fare. Però il discorso dello sposare la linea verde per me è diverso, nel senso che non è una scelta bensì una necessità”.
Non crede quindi nella linea verde?
“Se tu dai via Seedorf, Inzaghi, Gattuso, Zambrotta, Thiago Silva, Nesta, Ibrahimovic punti sui giovani perché fondamentalmente in rosa rimangono quelli. Secondo me se vendi qualcuno e compri qualcuno è un conto, e pure un progetto. Se ripenso a Thiago Silva come tifoso sfido chiunque a dire che era contento al momento della sua cessione. Se andava via solo Ibrahimovic lo potevo capire, d’altronde col carattere che ha… Il punto è che non lo riuscivano a vedere e per farlo hanno inserito nel pacco anche Thiago Silva”.
La parola “progetto” le sembra un alibi?
“Se uno dice di voler fare un progetto prima lo racconta, spiega che venderà i grossi giocatori e prende altri. E poi si vede. Ma se prima vendi tutto e alla fine quando non ti resta nessuno dichiari il progetto mi sembra assurdo. Se è un progetto parte prima”.
Intanto è arrivato Balotelli
“Comprando Balotelli la Società si rimangia tutte le scelte precedenti. Io vorrei dire una cosa: proprio non riesco a capire tutti quelli che dicono che gli si può dire di tutto ma che la sua classe cristallina è indiscutibile”.
Come lo giudica?
“Balotelli è un buon giocatore, ma prima faccia vedere qualcosa. Se parliamo di classe cristallina, senza scomodare Maradona e Pelé, mi viene in mente van Basten, mi viene in mente Gigi Riva. Oppure Bonisnsegna, Shevchenko, Ronaldo. O restando ai giorni d’oggi Eto’o, Rooney, lo stesso Ibrahimovic oppure El Shaarawy”.
Insomma, tra il Faraone e SuperMario lei non ha dubbi
“Assolutamente. La classe di El Shaarawy è indiscutibile. Ma lo vedete quanto corre? Come rincorre l’avversario? Fa il difensore, il centrocampista e pure tanti gol. Balotelli con tutti quei campioni al Manchester City mica giocava. Vogliamo mica anteporre che chi non lo faceva giocare non capiva nulla? Perché non credo che al City e prima ancora all’Inter non capissero nulla. Come Balotelli lo stesso discorso vale con Robinho, che al City non aveva spazio. Ma loro non cedono mica Aguero, oppure Tevez”.
Il Milan un anno fa con Tevez aveva praticamente chiuso…
“Alla fine, però, mica l'abbiamo visto”.
Insomma, il bilancio sulla politica societaria del Milan non proprio positivo
“Per me questa è una squadra fatta con quelli che c’erano prima più qualche giovane. Prima dell’esplosione di El Shaarawy ho visto solo far cassa”.
Tornando a Balotelli. Lei dice che prima deve dimostrare qualcosa. Ha fiducia in questo?
“Dicono che fisicamente il potenziale c’è, ma se la mettiamo sul fisico allora vado in cantiere dove c’è gente che lavora da mattino a sera e il fisico se l’è formato. Per me il concetto di campione è un altro. E bisogna esserlo anche negli atteggiamenti, per questo dico che El Shaarawy lo è e Balotelli no. Ibrahimovic, che abbiamo avuto fino all’ultimo campionato ha delle doti incredibili, ma il carattere l’ha condizionato. Se avesse avuto un carattere migliore avrebbe vinto la Champions e anche i palloni d’oro. Spero che Balotelli dimostri di essere un campione, ma ora siamo in una clinica di recupero, che è il Milan”.


