Continua la caccia al terzo posto, ora la sfida agli alieni
Giulia Polloli
Il Milan vince contro il Parma e anche questa volta nella vittoria c’è la firma di Mario Balotelli. Quarto gol in tre partite per l’attaccante ex-City che non potendo essere schierato in Champions diventa determinante nella gestione delle forze in vista del periodo più intenso per i rossoneri che ora mentalmente si immergono nella preparazione della gara contro il Barcellona.
Partita che per molti avrebbe distratto il Milan dall’anticipo contro il Parma. Forse gli unici distratti però ancora una volta sono gli spettatori di S.Siro che disertano lo stadio nel venerdì del carnevale ambrosiano. Un boato esplode quando Gegio annuncia il nome dell’allenatore del Parma, Roberto Donadoni, campione del Milan di Sacchi e da tempo ormai associato ai rossoneri per il dopo Allegri.
Dal canto suo il tecnico rossonero ribadisce il desiderio di voler onorare il contratto con il Milan in scadenza nel 2014, ma anche Galliani, interpellato da Sky sull’argomento, fatica a glissare con convinzione sull’ipotesi di poter vedere sulla panchina del Diavolo uno dei suoi grandi campioni e il suo “ diamo tempo al tempo” lascia aperta anche questa pista, andando a confermare che le voci diffuse non sono necessariamente l’ennesima boutade.
Ma torniamo alla gara vinta dal Milan, che continua così la sua marcia trionfale dopo il mezzo passo falso di Cagliari, verso quel terzo posto in classifica che significherebbe l’accesso alla Champions per la prossima stagione. Un primo tempo giocato male dai rossoneri, qualche guizzo parte dai piedi di Boateng che innesca anche l’autorete di Paletta nel finale di tempo quando, dagli spalti, piovevano i primi fischi. Poi nella ripresa il Milan è apparso da subito più determinato, il tridente offensivo che, come ha sottolineato Galliani, viene chiamato “Bo-Ba-N”, riporta alla mente gli antichi fasti e soprattutto sembra essere di assoluto buon auspicio per il proseguo della gara. Boateng è scatenato anche nella ripresa e insieme a Niang va alla ricerca delle occasioni più importanti per cercare di ferire mortalmente il arma, prima del risveglio della squadra di Donadoni. Ed è Balotelli però a trovare l’occasione che chiude la partita. Bersagliato su ogni pallone, su ogni passaggio (chiude la gara con un vistoso segno sulla guancia destra e i tacchetti di un avversario sullo stinco sinistro)l’attaccante rossonero si incarica di battere il calcio di punizione vincente, strappando a Niang qualche imprecazione per non avergli dato la possibilità di esprimersi davanti alla barriera.
Balotelli disegna una traiettoria imprendibile ed insidiosa che scavalca la barriera e si insacca nella rete per il gol che vale la consacrazione.
E ora il Milan riparte mentalmente per la gara della stagione, almeno a livello di attesa. In quello che si prevede uno stadio gremito in ogni ordine di posti mercoledì arriva il Barcellona di Messi, per l’ennesima sfida che Galliani descrive come “non è figlia di una buona sorte”. Eppure l’entusiasmo non va scemando. Il doppio confronto dello scorso anno aveva regalato nella gara casalinga uno 0-0 importante. Poi al Camp Nou il gol di Nocerino aveva lasciato sperare il Milan, ma i marziani hanno estratto le loro armi e si sono imposti in scioltezza, proseguendo la loro corsa solo di un altro piccolo passo. Allegri ora dovrà lavorare sulle energie mentali dei suoi campioni. El Shaarawy è l’indiziato numero uno per sbloccare i ritmi della gara. Da sempre le difese spagnole non garantiscono l’impenetrabilità e un giocatore con le caratteristiche del Faraone potrebbe insinuarsi con facilità nelle blande magie arretrate. Ma anche il Milan non dovrà concedere nulla a Messi e compagni e Allegri ha lasciato a riposo Mexes ieri sera per qualche problema fisico. Si pensa dunque che possa essere il francese a vestire una maglia da titolare mercoledì, anche se la coppia Zapata-Yepes non ha certo deluso. Con El Shaarawy, in assenza di Balotelli, dovrebbe poter giocare anche Pazzini che scalpita per lasciare il segno in questa stagione, anche se è difficile poter pensare di cambiare le dinamiche create da Niang e Boateng, con anche un Bojan che ha di certo qualche motivo in più per voler lasciare il sego nella prossima gara.


