Le creste per pungere il Barça e tentare l'impossibile
Emiliano Cuppone
La sfida al Barcellona è ormai imminente, uno scontro impari sulla carta, con i blaugrana che partono a dir poso favoriti in virtù di una qualità ed un’esperienza media decisamente superiore a quella del nuovo Milan di Allegri.
La squadra rossonera è imbottita d’inesperienza, da giocatori che hanno affrontato pochissime sfide in Europa, a giovani che sperano di disputarne parecchie negli anni a venire. Proprio su questi ci vogliamo soffermare, in particolare su due di loro, quelli che brillano di più, tanto per ruolo, quanto per le ultime prestazioni. Ci riferiamo naturalmente ad El Shaarawy e Niang, le ali di un diavolo che su di loro fonda le sue speranze offensive.
Il Faraone è una certezza ormai, attendiamo buone nuove sulle sue condizioni fisiche, ma siamo certi che mercoledì mattina non ci sarà alcun dolore ad affliggere un giocatore che non mancherebbe per nulla al mondo. Il francese è la vera sorpresa di questa seconda parte di stagione, schierato con il contagocce nel 2012, il ragazzo a partire da gennaio si è conquistato una maglia da titolare che ad oggi nessuno sembra potergli strappare.
Ciò che ne fa due pedine inamovibili, al di là delle qualità tecniche, è la loro attitudine al sacrificio, la forza e la freschezza che permette loro di coprire tutta la fascia, aiutando e parecchio in fase difensiva, riuscendo al contempo a ribaltare l’azione in velocità.
Caratteristica quest’ultima che potrebbe risultare decisiva contro il Barça del tiqui-taca, squadra che irrimediabilmente costringe gli avversari a chiudersi, a rintanarsi in difesa, coprendo soprattutto gli esterni, costringendo dunque le punta a sacrificarsi e parecchio. Allo stesso tempo, però, gli uomini di Vilanova si riversano nella metà campo avversaria, aprendo spazi al contropiede che giocatori veloci possono sfruttare per ribaltare l’azione e fare male ad una difesa che non risulta affatto impeccabile, un po' come accaduto lo scorso anno con la rete di Nocerino al Camp Nou.
In questo senso il duo di creste (peccato non poter avere anche la terza che ci farebbe comodo e non poco), aiutati magari dal lavoro di sponda del Pazzo, potrebbero fare male e regalarci qualche chance in più di scalare questa montagna che sembra insormontabile.
Restano i problemi difensivi di un diavolo che non sembra avere la solidità necessaria a tenere l’onda d’urto blaugrana, ma questo Milan 2.0, caratterizzato dalla gioventù, dalla freschezza, dalla corsa dei suoi due esterni, e non solo, sembra avere le fattezze di una squadra che può anche mettere a nudo i punti deboli di quella che sino ad oggi è sembrata un’armata invincibile.
Sulle spalle giovani, eppure già robuste, di questi due ragazzi degli anni '90 gravano le sorti e le speranze di un Milan che cerca l'impresa. Al resto della squadra il compito di ergere una diga davanti ad Abbiati, a loro due quello di aiutare dietro e provare a pungere il gigante, colpendolo ai fianchia, cercando di prenderlo in velocità, tentando di realizzare quello che sembra impossibile.


