La rivincita del capitano
Pietro Mazzara
Una partita da Capitano vero, da leader indiscusso e da condottiero espero e navigato. Contro il Barcellona Massimo Ambrosini ha messo in mostra tutto il suo bagaglio ed ha fatto capire come si giocano determinate partite. E’ stato lui ad uscire per primo, all’attacco dell’assolo di chitarra di Sweet Child O’Mine, dal tunnel degli spogliatoio e a guardare in faccia prima la Curva che ha fatto esplodere tutto il suo amore e poi ha incrociato, con gli occhi di chi sa cosa fare, gli sguardi dei giocatori catalani. La partita è di quelle da incorniciare dove Massimo ha eretto un muro invalicabile davanti all’accoppiata Zapata-Mexes e ha elevato la paletta rossa a tutti i funamboli che provavano a sfondare palla al piede nella sua zona. Un leone vero che ha messo in mostra lo spirito del grande Milan europeo del quale lui è l’ultimo baluardo rimasto.
La sua partita, fatta di pochi ghirigori e di molti colpi efficaci, è stato anche uno schiaffo in pieno volto a tutti quelli che negli ultimi mesi lo hanno criticato senza tregua etichettandolo come bollito. Lui, che preferisce parlare sul campo che a microfoni spianati, ha risposto come meglio non poteva. Adesso il derby, un’altra partita da capitano. Un’altra sfida da Massimo Ambrosini.


