Stravolto il pronostico, ma non i valori. Allegri migliore in campo!
Gaia Brunelli
E chi l'avrebbe mai detto? Il Milan che batte il Barcellona proprio nell'anno in cui la società rossonera ha avuto il coraggio di rivoluzionare la squadra. Cessioni, risparmi, un unico acquisto non disponibile in Coppa. Insomma, diciamocelo, non ci credeva proprio nessuno. Ed è anche per questo che è stata un'impresa. Molto diversa dalle imprese a cui aveva abituato il Milan in Champions League con partite dominate dall'inizio alla fine. Qui si tratta di un'impresa che comunque non sfalsa i reali valori. Il Barcellona è e rimane la squadra più forte del mondo, solo che capita a tutti di trovare una serata negativa e soprattutto di vedersi imbrigliati dalla voglia e dalla grinta degli avversari. È stata una gara preparata al meglio soprattutto dal punto di vista mentale. Mai, in questa stagione, si era visto un Mexes così concentrato. Il Milan è apparso finalmente solido nella fase difensiva e queste sono già buone notizie. Lo spirito va mantenuto per cercare di agguantare il terzo posto attraverso il derby di domenica sera e per tentare la vera impresa del passaggio del turno nel ritorno al Camp Nou. Di certo ha aiutato lo stadio gremito: 80 mila a San Siro quest'anno non si erano mai visti. Uno spettacolo assoluto. Fosse sempre così! Il Milan è stato anche fortunato a riuscire ad andare a segno con Boateng e poi ha trovato un gran gol in contropiede anche grazie alle marcature leggere dei difensori blaugrana.
Rimane un dubbio: sarà stato un caso sporadico o questo Milan, a modo suo, è capace di giocarsela con tutti? La gara di ritorno dirà molto su quelli che possono diventare gli obiettivi rossoneri. Sacrificio e umiltà potrebbero essere i nuovi ingredienti per un gruppo ritrovato. Al Presidente Berlusconi però piacciono le gare dominate, dove emerge il bel giuoco e la supremazia territoriale. Al momento questa caratteristiche le ha dimostrate solo il Barcellona. Ha ragione Ambrosini a non fare trionfalismi e ad abbassare gli entusiasmi. Ma del resto lui (insieme ad Abbiati) è l'unico che sa cosa significhi vincere una Champions League e la sensazione è che il capitano rossonero si renda perfettamente conto delle differenze con il Milan che trionfava tempo fa. Ma negli anni si cambia e ci si adegua a ciò che si affronta. Quindi, a modo suo, anche quella contro i blaugrana è stata un'impresa che ora però ha la necessità impellente di avere un seguito. A cominciare dal derby dove rientrerà qualcuno a centrocampo e in attacco ci sarà Balotelli. El Shaarawy è dovuto uscire per crampi, tanto che restano dubbi sulla sua presenza tra i titolari domenica sera. Sarà una partita a scacchi anche quella contro la squadra di Stramaccioni e Allegri è chiamato a non sbagliare nessuna scelta, esattamente come contro il Barcellona dove non avrebbe potuto fare meglio. Il tecnico toscano è il primo ad aver vinto, è il primo ad aver meritato il successo, è il primo ad aver seguito il suo istinto senza guardare in faccia nessuno. El Shaarawy e Boateng hanno giocato da terzini, altro che tre punte in campo!!! Forse il Presidente rossonero si riferiva a qualcun altro con quella famosa frase, perché è stato Roura a non capirci un c...o!!!


