Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

IL GIORNO DELLA VERITA'

autore
Davide Bin
per Milannews.it
mercoledì 5 agosto 2009, 11:27Vista dalla Curva
autore Davide Bin
05.08.2009 11:27Vista dalla Curva
E' arrivato il momento del summit di mercato fra Berlusconi, Galliani e Leonardo, ma la sensazione è che in questo incontro non si decida solo la strategia dei prossimi giorni per acquisti e vendite ma il futuro della società rossonera.

In queste ore dovrebbe finalmente svolgersi l'attesissimo summit di mercato fra i massimi esponenti della società rossonera (azionista di maggioranza, dirigente più alto in grado e allenatore): Leonardo farà le sue richieste, motivandole con l'esigenza di dare un gioco nuovo alla squadra, Berlusconi chiarirà quale possa essere il budget che vuole mettere a disposizione per aumentare le possibilità di spesa (al momento tale cifra è zero, ma si spera sempre in un ripensamento del "patron" rossonero), Galliani, come sempre, cercherà di mediare fra due posizioni in questo momento distanti, provando a far capire all'amico Berlusconi che un sacrificio, anche piccolo, sia assolutamente necessario, ma anche a Leonardo che forse non potrà avere a disposizione tutto ciò di cui ha bisogno e che dovrà fare di necessità virtù, adattando le sue idee all'organico a disposizione (cosa in cui il suo predecessore Ancelotti era abilissimo). Chi mi segue da tempo, sa che non ho mai risparmiato critiche a Galliani, ma in questo momento vorrei, con onestà e correttezza, spezzare una lancia a suo favore: gli errori compiuti in questi anni sono chiari ed evidenti e lo inchiodano alle sue responsabilità, perchè se il bilancio era in condizioni pietose la colpa deve necessariamente essere di chi decide o, comunque, permette di dare ingaggi elevati a chi assolutamente non lo merita (Dida o Emerson tanto per fare due nomi gettonatissimi in questi mesi) o acquista giocatori assolutamente inutili a cifre sproporzionate. Bisogna, però, anche ammettere, che l'amministratore delegato rossonero si è trovato a gestire una situazione non semplice, con una proprietà sempre più disimpegnata e "distratta" da altro e che anno dopo anno ha continuamente diminuito gli investimenti fino ad annullarli in questa triste estate, in cui si è deciso che il Milan deve "stare in piedi da solo" e deve sistemare i conti. In pratica Galliani ha sempre speso soldi non suoi, per qualunque acquisto importante ha sempre dovuto alzare la cornetta del telefono e chiedere il permesso, anzi più che altro i soldi, a Berlusconi e ora si trova nella scomoda posizione di dover far quadrare il bilancio, accontentare un nuovo allenatore che, giustamente, avanza qualche richiesta di rinnovamento e placare l'ira dei tifosi, che si rivolge prevalentemente su di lui anche se le colpe non sono tutte sue.

Negli ultimi tempi Galliani ha provato timidamente ad andare contro le intenzioni del suo presidente e amico: era schierato con Ancelotti un anno fa cercando di convincere Berlusconi che il ritorno di Shevchenko non fosse necessario, ma non c'è stato nulla da fare contro la volontà del "capo"; aveva fatto ottima opera da mediatore nel momento dei contrasti e del "gelo" fra allenatore e proprietà e avrebbe volentieri proseguito il rapporto con Ancelotti, ma ormai Berlusconi aveva deciso che bisognava cambiare perchè la responsabilità di non aver vinto lo scudetto con una rosa ottima e completa (che vedeva solo lui, così come ora solo lui la vede alla pari di quella dell'Inter!) era solo ed esclusivamente di Ancelotti e non di chi al posto della punta centrale tanto desiderata dal tecnico aveva portato a Milano Ronaldinho e Shevchenko. Insomma la situazione non è semplice e l'impressione è che quello di oggi non sia solo un semplice summit di mercato ma un momento cruciale della recente storia rossonera: si capirà, infatti, la reale volontà di Berlusconi di continuare ad interessarsi del "suo" e "nostro" Milan, perchè è assolutamente chiaro che in questo momento serve un sacrificio da parte sua per dare competitività a questa rosa e negarlo ancora, magari motivandolo con scuse patetiche come dire che questa squadra è la più forte del mondo già così, significherebbe che la proprietà sta abbandonando questa squadra e considera ormai un peso qualunque spesa fatta per rinforzarla. Il Milan ha vinto tantissimo nell'era Berlusconi proprio perchè il presidente considerava questa squadra il suo fiore all'occhiello, la seguiva con passione, desiderava che non le mancasse nulla dal punto di vista tecnico e non solo; nessuno vuole negare questi meriti o dimenticare cosa Berlusconi abbia fatto per il Milan in passato, ma nel calcio non si vive solo di passato e bisogna guardare avanti; ce l'ha insegnato proprio lui, perchè fra le "mission" di questa società c'era quella di cominciare a pensare ad una vittoria pochi minuti dopo averne ottenuta una, mentre da un paio di anni si vive sugli allori del passato, continuando a ripetere all'ossessione che "siamo il club più titolato del mondo" e non facendo nulla per aumentare il numero di questi titoli e lo dimostra anche il fatto che il summit si svolga a meno di venti giorni dall'inizio del campionato e non immediatamente dopo la fine della stagione precedente, come sarebbe logico per qualunque società, anche meno prestigiosa del Milan. Serve un'impennata d'orgoglio, caro presidente, serve un segnale forte e chiaro a tutto il popolo rossonero: "Ci sono ancora, voglio un Milan competitivo e per questo ho deciso di dare una mano!"; questo vogliamo sentire al termine di questo summit che non è solo una semplice riunione per pianificare il mercato da qui a fine agosto ma un momento decisivo della recente storia di questa gloriosa società, perchè i tifosi rossoneri saranno anche "poco evoluti" ma sanno capire benissimo, dopo tanti anni, quali siano le reali intenzioni della società, al di là di roboanti e infondate dichiarazioni di facciata: uno sforzo e un sacrificio in sede di mercato vorrebbero dire reale volontà di tornare ad essere una grande squadra, magari non immediatamente ma il prima possibile, altrimenti il futuro è grigio e bisogna rassegnarsi a stagioni mediocri e senza speranze di grandi successi.

per Milannews.it

Altre notizie