Milan, un'altra piccola rivoluzione estiva in programma: Boa e Binho i casi in sospeso
Riccardo Casali
La diaspora rossonera della scorsa estate sarà probabilmente replicata, seppur in tono drasticamente minore, nella sessione estiva di questo calciomercato. Riepiloghiamo i fatti: nell’ultimo mercato estivo un’intera squadra, e che squadra, ha abbandonato l’accogliente casa di Milanello. Ci sono state le cessioni: Ibrahimovic e Thiago Silva al Psg, Cassano all’Inter, Pato (quest’inverno) al Corinthians. E ci sono stati gli addii a giocatori che hanno segnato la storia recente e hanno timbrato molti successi del Milan dell’era Ancelottiana: Gattuso, Seedorf, Nesta, Inzaghi e Zambrotta. I primi mesi che sono seguiti a questa nuova strada intrapresa sono stati drammatici (sportivamente parlando): squadra in crisi e in cerca d’identità, ambiente depresso, sconfitte in serie, pessimismo cosmico. Poi piano piano la risalita grazie all’equilibrio tattico raggiunto, all’esplosione dei giovani, alla fiducia che ha accompagnato i risultati positivi: tutti meriti da ripartire in egual misura tra società, tecnico e giocatori. La nuova strada, tracciata e perseguita anche grazie e in virtù del Fair Play Finanziario, ha permesso alla società rossonera di compiere un’opera di dimagrimento dei costi che ha portato ad un risparmio del monte ingaggi di ben 60 milioni di euro.
Nuovo corso che proseguirà anche nella prossima stagione. Tanti i senatori in scadenza di contratto a giugno e numerosi giocatori in prestito che difficilmente saranno riscattati, almeno non ai prezzi prefissati. Ecco l’elenco dei rossoneri in scadenza a fine stagione (in ordine di ruolo): Abbiati (35 anni), Bonera (31), Yepes (37), Zapata (26, in prestito dal Villareal con diritto di riscatto fissato a 6 milioni), Ambrosini (35), Flamini (28) e Bojan (22, 15 milioni richiesti dal Barcellona per lasciarlo a Milano). Difficile e forse un po’ prematuro dire con certezza quali di questi giocatori rimarranno a Milanello e quali invece lasceranno la casa madre. Nulla, ad oggi, è stato ancora deciso nello specifico. Tuttavia, si può tranquillamente asserire, che è molto dura che conclusa la stagione l’amministratore delegato rossonero Adriano Galliani concederà a tutti il rinnovo del contratto. La sensazione è che solo pochi di loro conserveranno il posto in rossonero.
Ai senatori in scadenza bisogna aggiungere i dubbiosi capeggiati da Robinho. Il brasiliano ha uno stipendio di 4 milioni netti che pesa come un macigno sulle casse societarie ed è desideroso di tornare in patria, esclusivamente al Santos. Se la società brasiliana dovesse scucire un assegno di 10 milioni, non di meno visto il valore del verdeoro, ecco che il funambolo brasiliano lascerebbe la squadra rossonera. L’altro caso, al momento molto meno definito ma pronto ad esplodere da un momento all'altro, riguarda Kevin Prince Boateng. Il numero 10 rossonero, che si sta rilanciando ad alti livelli dopo una pessima prima parte di stagione, è stato dichiarato incedibile da vertici societari. Lui però, notizia della giornata, sta premendo per un ritocco dell’ingaggio. Il Boa ci aveva già provato in estate, ricevendo un secco rifiuto da parte di Galliani. La società rossonera si trova dunque davanti ad una scelta complicata: riconoscere al Boa un aumento dell’ingaggio, rifiutare per la seconda volta di corrispondergli e quindi tenere un giocatore scontento, oppure cederlo per monetizzare. Tutti interrogativi che preannunciano un’altra estate bollente per il pianeta Milan.


