Pericolo doppio a tinte blaugrana
Emiliano Cuppone
La vittoria sulla Lazio c’ha lasciato tanto entusiasmo ed un terzo posto solitario in classifica, il diavolo è uscito da uno scontro diretto con la testa a dir poco alta e la consapevolezza di poter tornare a pensare in grande.
Chiusa la parentesi legata ai biancocelesti, sono rimasti gli elogi per squadra ed allenatore, la ritrovata vena di Giampaolo Pazzini, le conferme dei vari De Sciglio ed El Shaarawy, la nuova esplosione di Boateng e quel pensiero fisso a tinte blaugrana.
Sì, perché nell’attimo immediatamente successivo al triplice fischio di Rizzoli, sono arrivate le prime domande sul Barcellona e sulla sfida che attende il Milan al Camp Nou la prossima settimana, la mente degli operatori e, naturalmente, dei ragazzi di Allegri irrimediabilmente si è rivolta a Messi e compagni ed alla seconda metà di un’impresa che oggi appare possibile. A dispetto delle frasi di circostanza, infatti, sembra che il diavolo non veda l’ora di trovarsi nell’inferno blaugrana per tastare la propria tenuta e provare a strappare la gloria nella casa del colosso catalano.
Intanto, in molti sembrano dimenticarsi della delicatissima sfida di Genova, contro un grifone in piena lotta per la salvezza, pronto a dare l’anima in una classica del calcio italiano dalla rivalità piuttosto accesa. La sfida a Borriello (ex dal dente avvelenato) e compagni non sarà una passeggiata, i punti in palio sono gli stessi, almeno numericamente, assegnati dalla vittoria sulla Lazio e la classifica oggi è tutt’altro che comoda per il Milan.
L’avevamo detto prima del derby, il diavolo ha la possibilità di allungare o comunque di mettere al riparo il terzo posto dal ritorno delle avversarie nelle prossime tre sfide contro squadre minori sulla carta. Prima il Genoa, poi Palermo e Chievo in casa, tutte da battere, perché dopo arriverà il trittico terribile con Fiorentina, Napoli e Juventus in fila, due delle quali in trasferta tra l’altro. La corsa alla Champions è aperta oggi più che mai, il Napoli è distante solo cinque punti è vero, ma dietro Lazio ed Inter ci seguono ad una lunghezza, la Fiorentina a tre e la Roma a cinque, per un settimo posto che resta ancora uno spauracchio.
A Massimiliano Allegri, unico ad aver glissato sul Barcellona nel postpartita di sabato, il compito di tenere alta la tensione dei suoi, di riuscire a mettere in disparte il pensiero europeo per concentrarsi sulla lotta al grifone. Lo scorso anno a cavallo delle sfida del Camp Nou, diversa per periodo e condizioni, il Milan perse lo scudetto, pareggiando a Catania e perdendo in casa contro una Fiorentina in crisi, quest’anno non ci si può permettere un’altra sbandata del genere.
Attenzione al Genoa, puntiamo l’attenzione sulla partita di venerdì, poi avremo tutto il tempo di concentrarci e goderci l’avvicinamento alla partita della verità in terra catalana, mettiamo in cassaforte altri tre punti e proviamo a sfruttare (in qualsiasi maniera) il risultato che verrà fuori dallo scontro diretto fra Fiorentina e Lazio, avremo modo e tempo di preoccuparci di Messi e compagni, tra l’altro, almeno a sentirne le parole, più agguerriti che mai.


