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Niang va perdonato. Questo Milan si farà... ma Allegri deve restare

autore
Gaia Brunelli
per Milannews.it
venerdì 15 marzo 2013, 00:00Milanello in rosa
autore Gaia Brunelli
15.03.2013 00:00Milanello in rosa
Gaia Brunelli
Gaia Brunelli

Peccato, ma forse meglio così. Non è una giustificazione ma un dato di fatto. Difficile comunque che questo Milan potesse proseguire nel percorso europeo con squadre blasonate come Real Madrid, Bayern, ma anche Borussia Dortmund e Psg. Certo, con un po’ di fortuna ritrovare il Malaga o essere sorteggiati con il Galatasaray, avrebbe potuto dare qualche possibilità in più, ma pensate se ai quarti ci fosse stato Milan-Juve... Ovvio, certe partite è meglio giocarle, ma per i ricordi che emergono, forse è stato meglio non bissare. Il Milan non è ancora pronto, ma lo sarà. Il Manchester United quando nel 2007 venne sconfitto dai rossoneri a San Siro con la famosa gara perfetta aveva in squadra Rooney e Cristiano Ronaldo, allora 22enni. Alla squadra di Sir Alex Ferguson è mancata l’esperienza, ma i valori erano già ben noti allora. Questo è accaduto anche al Milan. A chiunque sarebbero tremate le gambe di fronte a quel Camp Nou, come fu San Siro in quella notte piovosa. Niang è stato anche fin troppo lucido da non calciare quel pallone in tribuna. 19 anni. Provenienza: il Caen (non esattamente un top club in Francia, figuriamoci in Europa).

Di fronte campioni del mondo e il pluripremiato pallone d’oro. Morale: io lo perdono. Giustifico anche El Shaarawy che, nonostante la maturità dimostrata finora, si è trovato a calciare un paio di volte in porta senza riuscire a fare quello che normalmente esegue senza grosse difficoltà. Tutto normale. Tutto secondo i piani. Quelli del progetto che deve ancora venire. La strada è quella giusta e il Milan andrà avanti senza rammarichi. Non ci sarà tempo per deprimersi anche perché in molti hanno davanti a sé ancora tanti anni di carriera calcistica e probabilmente tanti successi per cui gioire. Se poi dovesse succedere quello che accadde allo United negli anni successivi alla sconfitta contro il Milan, non sarebbe affatto male. Una vittoria in Champions League nel 2008 e due finali giocate, seppur perse nel 2009 e 2011. La sensazione è che la lezione servirà al Milan per crescere ulteriormente. Non solo per quanto riguarda i giocatori, ma anche per la società. Continuare con Allegri sarebbe la scelta più opportuna, perché tra qualche anno potrebbe essere proprio lui a trascinare il suo gruppo, quello che ha fatto maturare, alla conquista di qualcosa di importante.

per Milannews.it

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