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Dimenticare Barcellona e ripartire di slancio

autore
Davide Bin
per Milannews.it
sabato 16 marzo 2013, 15:30Vista dalla Curva
autore Davide Bin
16.03.2013 15:30Vista dalla Curva
Il Milan affronta il Palermo e deve dimenticare in fretta la delusione per l'eliminazione in Champions League, perchè c'è un terzo posto da difendere e un secondo da conquistare, ma guai a pensare che la vittoria sia scontata.
Alberto Lingria/PhotoViews
Alberto Lingria/PhotoViews

La delusione c'è, inutile nascoderla o dissimularla: l'esaltante vittoria dell'andata aveva illuso un po' tutti, anche i più prudenti, alimentando la speranza che si potesse conquistare una clamorosa qualificazione, invece al ritorno il Barcellona ha fatto il Barcellona e per un Milan sceso in campo per cercare di ripetere la prestazione di San Siro, con le stesse modalità, è stata notte fonda, perchè di fronte non aveva più la copia sbiadita del Barcellona, ma quella più scintillante. Ormai è andata, inutile piangere sul latte versato e cercare colpe e colpevoli, errori e responsabili: sicuramente il Milan ha commesso qualche errore, ma mai come questa volta bisogna sottolineare i meriti dell'avversario che ha giocato una partita stratosferica, guidato da un Messi in versione marziano. In fondo il Milan ha avuto tre occasioni nel primo tempo, di cui una colossale (il palo di Niang), cioè più di quello che aveva costruito nel primo tempo a San Siro e nella ripresa ha provato nel finale a riaprire il discorso qualificazione con l'occasione creata dai nuovi entrati Bojan e Robinho e tutto è rimasto in bilico fino al 90°, con il Nou Camp che fischiava di paura ad ogni attacco dei rossoneri.

Non è stata la disfatta ipotizzata al momento del sorteggio, non è stata una brutta figura, considerando le due partite complessivamente: in fondo l'Inter con il Tottenham ha fatto più o meno la stessa cosa, ma a prestazioni invertite e siccome la netta vittoria è arrivata dopo la netta sconfitta e ha fatto sognare la rimonta, tutti parlano di impresa sfiorata e fanno i complimenti ai nerazzurri, mentre il Milan (che poi affrontava il Barcellona e non il Tottenham, forse c'è un po' di differenza...) secondo molti è stato umiliato e dal punto di vista psicologico sembra tutto diverso, perchè ora squadra e allenatore tornano in discussione nonostante l'esaltante rimonta in campionato. Questo sarebbe un errore enorme, perchè in fondo la Champions, a maggior ragione affrontando il Barcellona, era un bonus da giocarsi al meglio ma senza farsi troppe illusioni, mentre il terzo posto (meglio ancora il secondo) in campionato è molto più importante, anche e soprattutto dal punto di vista economico che tanto interessa anche alla società, perchè sono in ballo decine di milioni di euro garantiti dalla partecipazione alla prossima edizione della più importante (e remunerativa) competizione europea. Ecco perchè bisogna dimenticare Barcellona, usarla solo come salutare lezione per i tanti giovani che situazioni come queste non le avevano ancora vissute (e in alcuni casi si è visto...), resettare tutto a livello mentale e ripartire in campionato da dove ci eravamo interrotti, ovvero dalla vittoria di Genova che ha blindato il terzo posto e consentito di avvicinarsi al Napoli. L'importanza del campionato l'ha fatta capire proprio Allegri a Marassi, schierando regolarmente Pazzini invece di preservarlo per Barcellona; la conseguenza è stata non avere a disposizione il Pazzo al Camp Nou con tutti i rimpianti del caso, ma anche riuscire a vincere la difficile partita contro il Genoa, sbloccata proprio da un gol di Pazzini e ora che la Champions non c'è più, non aver snobbato il campionato per pensare solo al Barcellona ha la sua importanza.

Adesso bisogna essere bravi a reagire alla delusione e alla depressione, perchè la scorsa stagione insegna: il Milan un anno fa perse punti importanti e decisivi nella lotta scudetto prima, durante e dopo la doppia sfida contro il Barcellona, mentre per il momento in questa stagione il doppio impegno ha influito poco su una squadra capace di battere Parma, Lazio e Genoa e pareggiare il derby (meritando di vincerlo) nonostante il pensiero di tutti (e i giocatori lo hanno ammesso con sincerità) fosse rivolto al Barcellona, specialmente dopo l'impresa dell'andata. Continuando il parallelo con la scorsa stagione, il prezzo da pagare dopo l'eliminazione fu una sorprendente e decisiva sconfitta casalinga contro una Fiorentina in piena lotta per non retrocedere ed è per questo che non bisogna ripetere l'errore e fare molta attenzione. Inutile pensare che una sfida contro una squadra ultima in classifica e che non vince da novembre sia facile e scontata, perchè spesso queste sono le sfide più insidiose e pericolose, soprattutto se non si gioca con la massima attenzione e concentazione, perchè tutte le energie mentali sono state spese in settimana. Bisogna trovare le forze laddove magari non ci sono, bisogna pensare che il Palermo sia il Barcellona e affrontarlo come tale, anche se non ci sarà Messi e nemmeno chi almeno fisicamente ci assomiglia un po' (ovvero Miccoli), ma solo una squadra in crisi, ma che proprio per questo va presa con le molle e affrontata senza distrazioni. Tanto per fare un esempio, ricordo che due stagioni fa il Milan in lotta per lo scudetto (che poi vinse), proprio in questo periodo pareggiò clamorosamente in casa contro un Bari ancor più spacciato di questo Palermo, quindi non mancano i precedenti che siano di insegnamento ad Allegri e ai suoi giocatori.

In verità le statistiche dicono che il Milan è abbastanza abile a reagire alle delusioni derivanti dalle eliminazioni in coppa; per ben dieci volte su diciassette nell'era Berlusconi, i rossoneri hanno vinto la partita di campionato successiva ad un K.O. in Europa, ma le statistiche lasciano il tempo che trovano e poi bisogna fare i conti con la realtà e, soprattutto, pensare che nel Milan di questa stagione ci sono molti giovani o giocatori che hanno poca esperienza europea e, di conseguenza, di queste situazioni e tocca ai senatori come Ambrosini o Abbiati, ma anche lo stesso Montolivo, guidare i meno esperti e gestire questa situazione nello spogliatoio insieme ad Allegri. Il tecnico ha il delicato compito di capire chi sia in grado di scendere in campo fra i reduci del Nou Camp, perchè c'è la possibilità di fare turn-over ed è meglio gente fresca e convinta, piuttosto che giocatori stanchi nelle gambe e nella testa, perchè non sarà una partita facile e scontata come sembra. Sicuramente tornerà in campo Balotelli, che ha una media gol straordinaria e ha ulteriormente migliorato le statistiche del reparto d'attacco più prolifico della serie A (39 gol), poi per il resto lasciamo fare ad Allegri senza lanciarci in ipotesi che poi si rivelano sbagliate, perchè nessuno come il tecnico che li vede tutti i giorni conosce il reale stato di forma dei suoi giocatori e bisogna ricordarsene quando si criticano le sue scelte (oltretutto sempre a posteriori). Muntari ha garantito che non ci saranno cali di tensione e che la delusione si trasformerà in rabbia per affrontare al meglio le ultime dieci partite di campionato, in cui c'è prima di tutto da difendere il terzo posto, se possibile conquistare il secondo (molto meglio del terzo per il discorso Champions) e, perchè no, farsi trovare eventualmente pronti a sfruttare clamorose occasioni se chi sta in vetta dovesse rallentare vistosamente, cosa che al momento sembra impossibile. Speriamo che anche il popolo rossonero abbia capito e perdonato quella che in fondo non è una grande colpa e aiuti la squadra a dimenticare e a ripartire di slancio; i tifosi rossoneri dovranno sfidare il freddo, il maltempo, il blocco del traffico, ma ne vale la pena anche se si gioca contro il Palermo ultimo in classifica: bisogna stare vicini ai ragazzi e far loro sentire il sostegno e l'incitamento cha aiutano a vincere la stanchezza e la depressione prima ancora dell'avversario. Milan-Palermo è la prima di dieci finali in campionato; sembra una frase banale, scontata e abusata, ma è così e bisogna lottare insieme e uniti, in magica simbiosi come in quella splendida notte del 20 febbraio, quando i rossoneri hanno fatto tremare i marziani e non importa se poi il sogno si è trasformato in delusione. Il risveglio è stato brusco, ma ripartiamo da dove ci siamo interrotti, come se nulla fosse successo, quindi "forza vecchio cuore rossonero", continua a battere forte oggi più che mai!    

per Milannews.it

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