Addii mirati ed arrivi programmati
Emiliano Cuppone
Il progetto Milan continua, un passo alla volta, con programmazione e chirurgica precisione dei vertici societari in accordo con un allenatore che si spera possa rimanere a lungo. La rivoluzione è partita in estate, con l’addio a pezzi importanti della storia rossonera, come alle due punte di diamante della rosa di Allegri, per continuare con il sacrificio Pato ed i contatti per i vari Robinho ed Abate in gennaio. Il mercato non è fatto di sole operazioni in entrata, ormai l’abbiamo capito più che sufficientemente, il fair play finanziario alle porte e la crisi economica impongono cessioni programmate e talvolta dolorose, così come spese contenute per gli arrivi. Mario Balotelli a parte (operazione più che sostenibile visto il costo “ridotto” del cartellino e la giovane età del giocatore), il diavolo continua a programmare su operazioni più o meno low cost che investono giocatori ancora non affermati, ma dalle doti evidenti. In principio fu El Shaarawy, gli hanno fatto eco i vari Niang e Saponara, potrebbero farlo i Jorginho ed i Zaza nel prossimo futuro.
In tutto ciò Adriano Galliani e soci hanno operato alcune scelte più che lungimiranti, le quali hanno spinto per trattenere Robinho sino ad oggi ed ingaggiare Bojan Krkic la scorsa estate, due uomini pronti, capaci di garantire un rendimento standard in attesa che i giovanissimi potessero esprimere tutto il loro potenziale. A giugno i vertici di via Turati dovranno ragionare sul futuro di quest’ultimi, così come di diversi altri, e capire quali scelte operare. Il brasiliano sembra destinato al ritorno in patria, il Santos l’aspetta e l’operazione che non s’è chiusa a gennaio dovrebbe trovare lo scontato epilogo la prossima estate, per un ritorno al passato con vista sul mondiale 2014 per Binho. Più complicata la situazione dello spagnolo, talento purissimo imprigionato da un carattere forse non all’altezza delle doti tecniche, Bojan non si è espresso sui livelli che ci si attendeva, un po’ come gli accade da diversi anni. Per lui il riscatto fissato da Rossell è piuttosto alto, si parla di 14 milioni di euro, una cifra esagerata se si pensa che lo spagnolo di origini croate vede il campo con il contagocce ormai da mesi. Il diavolo proverà a chiedere uno sconto ai vertici blaugrana, ma allo stato dei fatti sembra difficile che i catalani abbassino troppo le pretese, così come sembra complicato che il ragazzo possa vestire ancora la maglia 22 rossonera.
Il Milan, infatti, sembra essersi coperto per il futuro ingaggiando Riccardo Saponara (altro numero 22), talento purissimo che la prossima stagione dovrebbe crescere all’ombra dei vari El Shaarawy e Niang, un po’ come quest’ultimi hanno fatto in questa stagione, protetti dalla presenza in rosa dei Robinho e Bojan. Il progetto sembra incastrarsi perfettamente. Ingaggiare giovani talenti, tenerli un anno al riparo dalla pressione grazie alla presenza di giocatori maggiormente esperti, per poi trasformare i primi nelle chiocce dei gioiellini che arriveranno. In questo contesto ben si inserisce l’arrivo di Balotelli, giovane, ma già esperto, capace di attirare l’attenzione della critica e lasciare che compagni meno rinomati possano trovare la propria dimensione nella rosa del diavolo senza il peso dei riflettori. La strada sembra segnata, gli acquisti del futuro in larga parte già definiti. Il diavolo probabilmente saluterà Robinho e Bojan, ma avrà a disposizione Saponara e, con ogni probabilità, un altro talento verde da inserire nel reparto offensivo, sia esso Zaza (voglioso di vestire di rossonero a tutti i costi) o un gradito ritorno come quello di Alberto Paloschi (determinante nel Chievo, ma con l’obiettivo fisso di tornare a MIlanello). Il progetto avrebbe un abbattimento dei costi (gli stipendi di Robinho e Bojan non sono propriamente leggeri), nonché un ulteriore ringiovanimento del reparto offensivo che potrebbe comunque contare sull’esperienza di Giampaolo Pazzini, il tutto per un processo di cambiamento che non sembra volersi arrestare.


