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Allegri-Roma, non c'è niente. Barcellona, grazie Portanova. Bayern: la grande crisi Juve iniziò con i tedeschi. Strama-Terim: Ranocchia come Laursen. Inter i 3 campionati 32 punti dal Milan

autore
Mauro Suma
per Milannews.it
sabato 16 marzo 2013, 00:00Editoriale
autore Mauro Suma
16.03.2013 00:00Editoriale
Studio Buzzi
Studio Buzzi

Se ci fosse stato davvero qualche contatto fra Massimiliano Allegri e un’altra società il primo a saperlo sarebbe stato Adriano Galliani. Il quale non sa nulla perché fino ad oggi non c’è stato nulla. Il primo pensiero invece del giovedì mattina di Adriano Galliani, a bocce ferme e a mente fredda, era quello di chiedersi cosa centrasse l’allenatore se a Barcellona erano scesi in campo gli stessi (Pazzini a parte) che avevano costretto tanti quotidiani a dare il senza voto ad Abbiati dopo la gara di andata vinta 2-0. La colpa di Allegri era quella di aver mandato in campo giocatori per i quali i giornali italiani si erano spesi in lodi sperticate dopo l'andata: quindi, nessuna colpa particolare. Dal canto suo Massimiliano Allegri che è concentrato sul Milan e ha in testa ha solo l’obiettivo di quest’anno da centrare con il Milan, sorride. E lo fa osservando gli identikit dei “prossimi” allenatori del Milan fatti da due quotidiani in particolare. Sorride forse perché sa dove e come nascono le tessere del puzzle. Il presidente Berlusconi? Se il Milan perde in Europa senza riuscire ad essere autorevole, non è contento. Ma non lo è nella misura in cui ha sempre valutato queste cose con qualsiasi allenatore abbia avuto il Milan. Non c’è nulla di specifico o personale nei confronti di Allegri e non c’è un fronte aperto con Allegri. Il quale ha seminato tanto nel gioco della squadra di quest’anno, facendolo non solo dal nulla ma soprattutto dalla scomoda posizione del centro dell’occhio del ciclone, e non sarà mica matto a pensare di lasciare proprio quando, la prossima stagione, si dovrà passare al raccolto…

Notte di Barcellona. Server del computer di Milan Channel intasato dai messaggi dei tifosi. Il tenore era soprattutto questo: grazie Portanova…Girato a Barcellona, il messaggio degli Abbonati al Canale tematico rossonero ha ricevuto questo commento dalla Società: condiviso, firmato e sottoscritto. Attenzione, sia ben chiaro, Portanova non è il Genoa. Non è lo spirito del Genoa e non è l’aplomb del Genoa. Vinca o perda, il Genoa è una squadra calda, che si batte e che gioca. Senza l’intento di intimidire. Portanova è un giocatore figlio dei rapporti di mercato fra Siena e Bologna e che ha ringhiato contro il Bologna al momento del suo trasferimento a Genova. Si sentiva capo a Bologna e lì voleva restare. Ma un’altra società civile ed educata come il Bologna ha preferito prendere altre strade. Oggi il difensore centrale è a Genova e quattro giorni prima di Barcellona-Milan, nei primi minuti, si produce in un fallo-sms su uno dei giocatori rossoneri più in forma: Giampaolo Pazzini. Il testo appare abbastanza chiaro: questa è l’aria che tira qui, oggi. Risultato: problemino per Pazzini in testa all’osso del perone. Hai detto niente. Grazie Portanova, grazie di tutto.

Il test con il Bayern è durissimo per la Juventus soprattutto sul piano psicologico. Non è solo un quarto di finale, è un viaggio dentro sé stessa per la squadra bianconera. Un confronto con la propria storia recente, un ritorno sul luogo del delitto. La crisi dei due settimi posti bianconeri era iniziata infatti proprio contro i bavaresi. Prima di quel Juve-Bayern decembrino, siamo nel 2009, la vita era serena a Torino. La squadra di Ferrara aveva appena battuto l’Inter, era pienamente in corsa per qualificarsi al turno successivo di Champions League. Invece, di colpo, all’Olimpico di Torino piomba il Bayern di Van Gaal, vince 4-1, elimina la Juventus dall’Europa che conta e la fa sprofondare in una crisi che sarebbe durata quasi due anni, con due pesanti settimi posti sul groppone, fino all’arrivo di Antonio Conte. Contro il Bayern la squadra bianconera si misurerà e si peserà. La posta è in palio è il pass per la svolta. Se la Juventus oggi è davvero in un’altra dimensione rispetto al fatal Dicembre 2009, lo scoprirà proprio contro il Bayern.

Nell’ottobre 2001, dodici anni fa, il Milan stava pareggiando 1-1 in Campionato in casa contro il Venezia. E l’allenatore rossonero dell’epoca, Fatih Terim, decide di mandare Laursen in attacco a fare il centravanti. La sera dopo, nel corso di Studio Milan su Milan Channel (alla faccia del Canale senza dialettica…) Cesare Maldini sbotta: “Mi spiace, ma queste cose non sono da Milan”. Dodici anni dopo, Andrea Stramaccioni fa fare il centravanti a Cassano all’andata e per rimediare all’errore costato tre gol a Londra spedisce Ranocchia a fare il centravanti nei supplementari del ritorno. Il commento del giorno dopo? “Strama è un genio…”. E poi sarebbe il mondo milanista quello incapace di fare autocritica?

L’ultimo innocente pensierino del sabato è dedicato a Roberto Scarpini, tutto impegnato a fare i giochini di parole e i versetti sul Milan eliminato a Barcellona nell’Europa di Serie A e proteso a disegnare il miracolo di quattro gol segnati ad un Tottenham anonimo sceso in campo a San Siro senza i suoi unici due giocatori rappresentativi: Bale e Lennon. Gli unici visto che Crouch non gioca più per gli Spurs e lo stesso dicasi per un certo Modric. Mi permetto di consigliare all’amico Roberto di fare due conti: prenda gli ultimi 3 Campionati, la Terza A di fila visto che se ne intende di classi e di rimonte. E conti i punti di svantaggio accumulati dai nostri eroi sul Milan dall’Agosto 2010, dal termine dell’era post-Calciopoli, ad oggi. Campionato 2010-2011: Milan Campione d’Italia con 6 punti di vantaggio sull’Inter. Campionato 2011-2012: Milan secondo in classifica con 22 punti di vantaggio sull’Inter. Campionato 2012-2013: Milan attualmente terzo con 4 punti di vantaggio sull’Inter. Totale al netto di tutto, meno 32 punti. Il vero miracolo a questo punto non è l’incompiuta di giovedì sera, ma che nessuno ne parli.

per Milannews.it

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