Il giallo dei portieri
Luca Serafini
La settimana che porta il Milan da Verona a Firenze esce dalla routine con la notizia dell'interessamento per Julio Cesar. L'ex portiere dell'Inter, 34 anni, sta disputando una stagione normale in Inghilterra, dove probabilmente non riuscirà a evitare la retrocessione del Queen's Park Rangers. Da via Turati non arrivano conferme, anzi, abbiamo raccolto negazioni. In tema di mercato spesso però le une non escludono le altre. Difficile capire se un'operazione del genere si incastri con il nuovo corso intrapreso dal club, in cui già militano Abbiati (36) e Amelia (31) con il giovane Gabriel che sta crescendo. Il rendimento dei due titolari in questa stagione è stato in costante crescendo, mentre il ragazzino può già disporre - appunto - di ottime balie oltre che del lavoro eccellente del preparatore dei portieri Valerio Fiori. In prospettiva, insomma, anche se dovesse avere parametri economico-finanziari interessanti, l'operazione Julio Cesar avrebbe apparentemente poco senso.Vista l'età di Christian Abbiati è normale che il Milan oggi pensi a un erede, strano che possa essere un suo coetaneo però.
La storia dei portieri rossoneri negli ultimi 40 anni del resto è sempre stata turbolenta, la concorrenza tra numeri 1 è sempre stata una chiave nel bene e nel male, dai tempi di Belli e Vecchi, passando per Terraneo, Piotti, Giovanni Galli, Pazzagli, Lehmann, Dida, lo stesso Abbiati. Il solo Sebastiano Rossi riuscì per molti anni a sbaragliare completamente il campo da rivali, salvo perdere la maglia (e la testa) proprio nella stagione dello scudetto di Zaccheroni.
Firenze rappresenta la prima di 2 tappe fondamentali nella corsa alla Champions e, se vogliamo, al secondo posto. Quella viola è una delle realtà più interessanti di questa stagione, per il gioco espresso, i risultati, la valorizzazione di alcuni giocatori e l'ennesima conferma del valore di Jovetic. Non sarà in campo domenica, ma non c'era nemmeno a San Siro e la squadra di Montella vinse bene. Era un momento molto diverso per i rossoneri, però, che nel frattempo hanno scalato una montagna ritrovando entusiasmo e autostima. Sarà una bella partita. Una settimana dopo ne seguirà una altrettanto bella e importante. Pensando a come stava la squadra di Allegri all'andata, sembra impensabile poterle gustare ora con questa classifica.
Oggi l'ultimo saluto a Claudio Lippi, amico, collega, bella persona, grande padre e grande appassionato di calcio. La mente e il cuore non lo hanno mai abbandonato da quel 26 marzo, né il suo ricordo né i suoi cari ai quali siamo e continueremo ad essere vicini, affinché il sorriso di Claudio continui ad accompagnarci dall'alto.


