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CAMPAGNA ACQUISTI MIRATA E PIANIFICATA

autore
Davide Bin
per Milannews.it
mercoledì 23 aprile 2008, 13:54Vista dalla Curva
autore Davide Bin
23.04.2008 13:54Vista dalla Curva

E' questa la richiesta, la supplica che i tifosi rossoneri rivolgono alla società di Via Turati; sembra proprio che il popolo rossonero sia conscio e consapevole delle esigenze della squadra come e forse più dei dirigenti stessi, non sia molto propenso a farsi abbagliare ancora dal grande nome e voglia, invece, gli uomini giusti al posto giusto e i rinforzi nei ruoli che davvero lo richiedono. Individuare le priorità per il rafforzamento del Milan non è certo impresa da scienziati: un portiere "alla Buffon" che porti vittorie e punti in classifica e non, invece, causi sconfitte e sottragga punti come è avvenuto con Dida negli ultimi mesi prima del suo definitivo accantonamento; un centravanti forte fisicamente e tecnicamente che permetta nei momenti di difficoltà delle partite di affidarsi al lancio lungo e al cross con concrete possibilità di trasformarli in pericoli e in gol, quando le difese avversarie sono chiuse ermeticamente e si fatica a scardinarle con il tipico gioco del Milan, fatto di possesso palla e fantasia; i problemi e i risultati scadenti in casa in questo campionato nascono proprio a causa di questa lacuna, laddove invece all'Inter (tanto per fare il nome di chi si appresta a vincere il campionato) basta buttare in mezzo qualche pallone a casaccio, soprattutto da calcio piazzato, per segnare e vincere le partite, quando non riesce ad imporre la propria superiorità; per il Milan i calci d'angolo e le punizioni dalla fasce laterali sono quasi sempre inutili e improduttivi, per l'Inter sono armi letali...un motivo ci sarà ed è che non si può vivere di solo Ambrosini nel gioco aereo. Una volta risolte queste priorità, bisogna pensare anche ad integrare la rosa, garantendo almeno una riserva valida per ruolo ai cosiddetti titolari attuali per permettersi, ad esempio, di giocare alcune partite in stagione con un centrocampo senza gli inamovibili Gattuso, Pirlo e Ambrosini ma con la garanzia di essere ugualmente competitivi e vincenti, preservando i migliori per le partite decisive. Contro l'Arsenal a San Siro, il Milan non ha potuto schierare Seedorf, elemento fondamentale ma infortunatosi il sabato precedente nella partita contro la Lazio in cui è stato "costretto" a giocare per la mancanza di valide alternative, nonostante fosse già in precarie condizioni fisiche; ciò non deve più accadere e per questo servono giocatori di buon livello, giovani, che accettino senza problemi la panchina e l'alternanza, di cui l'allenatore si fidi e che non abbiano sempre mille acciacchi che non gli consentono di giocare proprio quando servirebbero. Nulla di personale contro il Puma, ma ditemi voi qual'è stato il contributo di Emerson alla causa rossonera in questa stagione: praticamente nullo, perchè nel momento in cui avrebbe dovuto consentire di rifiatare ai centrocampisti titolari, ne aveva sempre una ed era costantemente indisponibile.

Colpa delle tendenza societaria ad affidarsi all'usato sicuro, al campione di nome ma stagionato, finito, bollito, acciaccato, laddove invece, al'inizio dell'epopea berlusconiana, ci si affidava all'inventiva, si andava a cercare i giovani promettenti da mischiare ai "senatori", si cercava di essere innovativi e "originali". Noi tifosi non vogliamo certo la luna; chiediamo più operazioni "alla Pato" e meno "alla Rivaldo", "alla Ronaldo", "alla Emerson", tanto per citare alcuni dei flop recenti più clamorosi e famosi. La logica suggerisce che campagna acquisti pianificata dovrebbe voler dire: scelgo l'allenatore (cioè confermo Ancelotti o lo sostituisco con...), so qual è il suo modulo base preferito, quindi compro i giocatori funzionali a quel progetto e non "nomi" a caso che poi rischiano di mettere in difficoltà l'allenatore. Invece al Milan non va così e, addirittura, si vantano del fatto che la campagna acquisti la fa la società e l'allenatore deve limitarsi ad allenare ciò che i dirigenti gli mettono a disposizione, senza aver voce in capitolo, solo che poi tocca all'allenatore fare veri e propri miracoli tattici per costruire la squadra (e il buon Carletto in questi anni ne ha fatti tanti...). Per farla breve ed essere chiari: Ronaldinho serve davvero al Milan, è una richiesta dell'allenatore o è un capriccio dirigenziale e potrebbe addirittura creare problemi di equilibri ed assetto tattico, visto che i rossoneri hanno già il miglior interprete al mondo in quel ruolo e schierare una punta più Kakà e Ronaldinho vorrebbe dire avere tre giocatori che non rientrano mai dietro la linea della palla in fase difensiva, con buona pace di chi deve correre per tre (come Gattuso, non a caso tentato di andar via)? Non sarebbe meglio pensare alle vere priorità per il rafforzamento della squadra e fare scelte semplici? Mi spiego: appurato che al Milan serve una prima punta, perchè cercare nomi strani in giro per il mondo quando hai già in mano metà del cartellino del capocannoniere del campionato italiano che conosce il calcio nostrano e l'ambiente rossonero, non avrebbe problemi di adattamento e inserimento e ha dimostrato di saper segnare gol (tanti) meravigliosi e in tutti i modi? Queste sono solo un paio delle domande che i tifosi rossoneri si pongono e alle quali vorrebbero aver risposta; ce ne sarebbero molte altre, ma questi esempi bastano a capire che questa volta vogliamo una vera campagna acquisti che rinforzi il nostro Milan e ciò non vuole necessariamente dire che pretendiamo si spenda tanto per campioni famosi ma, piuttosto, che si pensi a risolvere i problemi che le ultime due stagioni, complicate e tribolate nonostante i trionfi internazionali, hanno palesato in modo evidente.

per Milannews.it

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