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El Shaarawy e la cedibilità: bravi i sostituti, ma certe doti non si comprano

autore
Matteo Calcagni
per Milannews.it
mercoledì 12 giugno 2013, 10:00Primo Piano
autore Matteo Calcagni
12.06.2013 10:00Primo Piano
Daniele Buffa/Image Sport
Daniele Buffa/Image Sport

In molti pongono come alternative El Shaarawy e Tevez, quando in realtà la situazione è parzialmente diversa. Il Milan non pare intenzionato a privarsi dell'attaccante savonese, a meno che in via Turati non arrivasse un'offerta sostanziosa. L'apertura di Galliani ("El Shaarawy non è incedibile") inevitabilmente fa sussultare. L'argentino potrebbe interessare a prescindere dall'eventuale partenza di Stephan, tenendo conto delle probabili cessioni di Robinho e Boateng: tra l'altro, visto il contratto in scadenza nel 2014, il valore dell'Apache difficilmente supererebbe i 15 milioni. Cosa cambierebbe in caso di trasferimento di El Shaarawy? Il Milan prenderebbe probabilmente Tevez, ma si capulterebbe poi su un altro giocatore: in questo senso sono spuntati i nomi di Pastore e Eriksen, anche se il primo è stato smentito dallo stesso Galliani.

E qui partono naturali delle riflessioni: meglio El Shaarawy o uno dei sopracitati? Il fantasista sudamericano è stato straordinario a Palermo, meno in Ligue 1, ma sarebbe perfetto per il 4-3-1-2; lo stesso varrebbe per il gioiellino danese dell'Ajax. Tuttavia, l'acquisto di un '89 o di un '92  di quel calibro tarperebbe già in partenza le ali a Riccardo Saponara, che dovrebbe rivaleggiare con un quasi coetaneo per il ruolo di trequartista. Sia Pastore che Eriksen penalizzerebbero inevitabilmente il ventunenne forlivese, ancora da verificare in Serie A, ma interessantissimo prospetto con tanta voglia di emergere. El Shaarawy lo conosciamo, sappiamo della sua modernità a livello calcistico e della sua importanza tattica. In più conosciamo la sua dedizione alla maglia, la sua fede rossonera, il suo desiderio di restare e di vincere con la sua squadra del cuore: doti che non si possono comprare.

per Milannews.it

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