Giorni decisivi per Flamini: la distanza è ampia ma il Milan vuole confermarlo
Matteo Calcagni
Dialoghi e rinnovi sono sempre articolati quando il protagonista è Mathieu Flamini. Lo scorso anno ci fu un vero e proprio tira e molla che fece seccare anche lo stesso Galliani: l'addio sembrava ormai prossimo ma, quasi a sorpresa, il 26 giugno le parti si riavvicinarono, trovando l'accordo per un prolungamento di contratto. Dodici mesi dopo la situazione è diversa ma il giocatore è lo stesso: Flamini chiede un triennale, il Milan ha proposto un biennale, la distanza è importante e il tempo stringe... Le parole dell'avvocato del calciatore, pronunciate all'uscita della sede di via Turati, non aiutano a prevedere l'esito della trattativa: "L'incontro è servito per chiarire la nostra posizione e capire quella del Milan.
Servirà un altro summit per decidere, Flamini sta bene al Milan ma non è detto che resti". Le parti si incontreranno nuovamente entro il 30 giugno, in un summit che sostanzialmente deciderà il futuro del francese: per rinnovare è necessario che Milan e Flamini si vengano incontro, andando a limare quella distanza che ad oggi sembra particolarmente sostanziosa. Quello che balza all'occhio, tuttavia, è la volontà del club rossonero di trattenere il centrocampista transalpino: il fatto che gli sia stato offerto un biennale è significativo, ma non è detto che possa essere sufficiente per prolungare il rapporto. I vertici milanisti sanno bene che, a quelle cifre, è complicato scovare giocatori del calibro dell'ex Arsenal, dimostratosi più che decisivo nella seconda parte dell'ultima stagione.


