Déjà vu Flamini: in caso di addio c'è l'alternativa
Antonio Vitiello
Questione di punti di vista. Il Milan e Mathieu Flamini, un anno dopo, si ritrovano nuovamente a discutere di un contratto che accontenti entrambe le parti. Il centrocampista francese, come avvenne la scorsa estate, ha nuovamente esposto alla dirigenza rossonera le sue richieste. Ritenute però troppo esose dalla società di via Turati. Una stagione dopo il giochino tra il francese e il Milan torna a ripetersi, Galliani gli propone una cifra e lui chiede quasi il doppio. Il tira e molla questa volta potrebbe concludersi anche con la rottura tra le parti. A differenza della scorsa annata ora Flamini ha maggiore mercato, con 2-3 società in serie A che sarebbero disposte ad accontentarlo, tra cui Napoli e Inter. I rossoneri però si sono cautelati e hanno già pronta l’alternativa in caso di mancato accordo. Andrea Poli è stato già bloccato da tempo ma l’operazione ha subito una brusca frenata a causa dell’immobilismo del Milan. Carlo Osti, direttore sportivo della Samp, aspetta una telefonata per cedere il giocatore, ma anche in questo caso serve liberare una casella a centrocampo. Insomma le due operazioni sono legate, come confermato dallo stesso Adriano Galliani: “E’ un momento in cui bisogna stare attenti ai conti, lui chiede una durata del contratto e un ingaggio che noi non concordiamo. Noi lo vogliamo tenere, lui vuole rimanere, ma per arrivare ad un accordo deve abbassare le sue pretese. Poli? Vediamo, se resta Flamini siamo stra-coperti in quella zona di campo”.
Flamini in questo momento chiede tre anni di contratto a cifre raddoppiate, mentre il Milan ne propone due con un sensibile aumento dell’ingaggio rispetto a quello che percepisce attualmente. L’agente del francese dopo il colloquio avuto in settimana ha fatto capire che c’è distanza e il nodo potrebbe anche non sciogliersi nei prossimi giorni. Regna incertezza anche sul futuro di Flamini, così come la scorsa stagione, anche se l’epilogo questa volta potrebbe essere diverso.


