I perché di un "ti devo parlare"
Matteo Calcagni
Tevez è ormai sfumato, il trasferimento al Santos di Robinho è sempre più complicato e Boateng non ha offerte. In tutto questo, perché tergiversare su El Shaarawy? Galliani ha dichiarato di doverlo incontrare al ritorno dalla Confederations, facendo insorgere sensazioni ansiogene alla "ti devo parlare". Non è da escludere che la dirigenza rossonera veda in Stephan la risorsa per finanziare l'intero mercato, ma la piazza è perplessa, molto perplessa. Tevez poteva essere un'opportunità, ma i grandi attaccanti rimasti disponibili sul mercato costano molto di più dell'Apache, acquisito a 9 milioni più bonus per una favorevole situazione contrattuale.
Qualora il Milan vendesse effettivamente il ventenne savonese, ricavando cifre che possono oscillare tra i 30 e i 40 milioni, dovrebbe comunque reinvestire lo stesso ammontare per acquisire un elemento di pari spessore: una mossa che potrebbe far rima con "scambio" ma che non permetterebbe di rinforzare l'intero architrave rossonero. Perché quindi non uncinare il proprio gioiello e definirlo "incedibilissimo" come l'amico e compagno Balotelli? Ora che l'obiettivo conclamato sembra Honda, ingaggiabile a parametro zero il prossimo mercato invernale, non sembra poi così necessario raccimolare particolari fondi, tenendo conto che Robinho, se non ora, probabilmente a gennaio lascerà il Milan. La speranza è che, esordendo nel dialogo con El Shaarawy, Galliani chiarisca le voci di questi giorni e gli rinnovi la fiducia, facendolo sentire parte del progetto ed elemento cardine.


