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Un Boa solo...

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Salvatore Trovato
per Milannews.it
sabato 29 giugno 2013, 21:30Primo Piano
autore Salvatore Trovato
29.06.2013 21:30Primo Piano
PhotoViews
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Da punto di forza e Principe indiscusso della Milano rossonera a inspiegabile zavorra e oggetto misterioso, tanto assente e impalpabile in campo quanto presente e più che mai vivo sulle riviste patinate, tutto nel giro di una stagione. Kevin-Prince Boateng è precipitato a passi di moonwalk in una sorta di limbo "psicotecnico", in sospeso tra una conferma burrascosa in un ambiente ormai stufo del suo... gossip e una cessione forse terapeutica. Sembra ormai lontano l’anno dello Scudetto, del Boa anima e guida di una squadra destinata, almeno sulla carta, ad aprire un ciclo, con il genio Ibra là davanti, Thiago Silva a reggere la baracca dietro e Adriano Galliani a leccarsi i baffi per aver strappato e soffiato al Genoa e all’Europa - a cifre relativamente basse - un talentino niente male, tutto forza e qualità, che con le maglie di Tottenham, Borussia Dortmund e Portsmouth non aveva certo incantato ma che al Milan aveva finalmente messo in bella mostra le sue tante qualità. Ma quella era tutta un’altra storia, tutto un altro Boateng. La realtà, invece, è ben diversa e la situazione del ghanese sempre più difficile da spiegare e comprendere. I tifosi (perlomeno la gran parte di essi) lo hanno ormai pubblicamente scaricato, non solo sui social network: più volte, infatti, il popolo San Siro ha manifestato il proprio, giustificato malcontento, accompagnando con bordate di fischi l’uscita dal terreno di gioco del numero dieci milanista, il quale, soprattutto sul finire di stagione, ha cominciato a palesare segnali di insofferenza. Spifferi da spogliatoio, inoltre, raccontano di un Boateng mal sopportato da alcuni componenti del gruppo rossonero, forse stanchi dell’involuzione tecnica del compagno e, per certi versi, irritati dalla sua spiccata (e trend) "evoluzione gossippara". C’è, poi, il nodo, più che mai spinoso, del suo ruolo: centrocampista? Trequartista? Esterno? Falso nove? Il Boa, in tre anni di Milan, non è ancora riuscito a trovare una sua identità.

Con Ibrahimovic ad aprire gli spazi e le maglie avversarie, agire sulla trequarti era un gioco da ragazzi per uno con le sue qualità da incursore. Ma con lo svedese al Psg, giocare dietro alle punte, con licenza e dovere di impostare e creare, è diventato un problema. Così come svariare sull’esterno o collocarsi al vertice in un ipotetico schieramento senza veri attaccanti di ruolo. Un fallimento dietro l’altro, una critica dietro l'altra, una fischiata dietro l'altra. In mediana, poi, posizione forse sgradita al giocatore (perché?), le cose non sono certo migliorate, anzi... E allora, come detto, non resta che fare le valigie e dirsi addio, anche se, come confermato recentemente dallo stesso Galliani, di offertone per Boateng neanche l’ombra. Eppure, il Milan, ancora alla ricerca almeno di un trequartista, se ne priverebbe volentieri, anche se la valutazione del ghanese, vista la particolare condizione, è ancora incerta e tutta da stabilire. Alla luce di quanto scritto e descritto, dunque, l’ipotesi di una convivenza difficile e quasi forzata, è tutt’altro che da scartare, a meno che lo stesso Boa non decida di cambiare marcia, magari dopo un colloquio chiarificatore e rigenerante con allenatore e società.

per Milannews.it

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