Qsvs - Il momento no di Pirlo
Matteo Calcagni
Doveva lasciare il Milan per raggiungere Carlo Ancelotti nella sua avventura al Chelsea, ha scelto di restare in rossonero, ma quella di Andrea Pirlo è una parabola sempre più discendente, che non sia più il giocatore capace di prendere in mano la squadra sedendo in cabina di regia, lo si avverte non solo nelle prestazioni fornite in questo inizio di stagione in rossonero, chiamato in nazionale Andrea appare lento e con poche idee anche contro la Georgia, rari passaggi azzeccati, il piedino non è più quello di prima, vederlo sbagliare passaggi e tiri come gli sta capitando troppo spesso è imbarazzante, è inquietante vederlo esprimersi a questi livelli, scende in campo per svolgere unicamente il suo compitino, ma stenta a portare a casa la sufficienza non è più illuminante, naufraga nel Milan che busca pesante dai cugini nerazzurri, eppure nell'unica notte magica dei rossoneri di inizio campionato a Siena, nell'ormai lontano 23 agosto, solo in quella notte il vero Pirlo sembrava essere tornato a manifestarsi.
Un fuoco di paglia, visto che Andrea e tornato nel suo stato abulico e poco prezioso per il gioco del calcio, adesso rischia anche di non giocare in nazionale, proprio la brutta prova contro la Georgia sembra aver convinto Marcello Lippi ad escluderlo dal 4-3-3 contro i bulgari, qualcuno lo da per cotto ormai da tempo, la sua cessione al Chelsea non avrebbe lasciato rimpianti nei tifosi abituati a godersi il miglior Pirlo, invece è rimasto a Milano, il presidente Berlusconi ha fortemente sponsorizzato l'Andrea ancora in rossonero, ma non sta ripagando la fiducia, la brutta copia di Pirlo non servirà ne alla riscossa Milan già da Livorno e nemmeno alla qualificazione ai mondiali dell'Italia, magari è un momento no destinato a finire, ce l'auguriamo tutti, ma i presupposti al momento non lasciano spazio alla speranza di rivedere in campo il miglior Andrea Pirlo.


