Robinho rinnova, Honda diventa il tormentone estivo. "Hic et nunc" è l'imperativo per il nipponico
Giulia Polloli
Le energie rossonere sono canalizzate nell’affare Honda. Ormai non è più un mistero. Il nipponico dovrà vestirsi di rossonero, meglio se adesso, con i playoff di Champions da giocare e quindi in tempo utile per consentire ad Allegri di lavorare sull’assetto tattico che porterà il Milan al primo grande obiettivo stagionale. Se però le armi a disposizione di Galliani non dovessero essere abbastanza acuminate da ferire il CSKA Mosca nell’intimo, allora la questione sarà solo rimandata alla finestra invernale di mercato quando, volenti o nolenti, i dirigenti russi saranno quasi obbligati a lasciar proseguire il corso già segnato degli eventi. Il rinnovo di Robinho non è più notizia ormai, era inevitabile. Chiuse le porte verso il Santos, unica destinazione desiderata dal brasiliano, ecco dunque che il Milan blinda un talento che altrimenti, al pari del nipponico, avrebbe potuto liberarsi con estrema facilità in un futuro ormai prossimo.
E’ pur vero che il giocatore visto in queste settimane a Milanello appare in grande stato di forma, questo ci porta a pensare che magari l’investimento su di lui, in prossimità dei Mondiali, possa essere una scelta assolutamente azzeccata. Solo il campo potrà dare risposte, solo le competizioni ufficiali potranno dirci se il talento di Robinho sarà riemerso dal torpore in cui si era perso nel corso della scorsa stagione. Il Milan dunque guarda avanti e davanti non guarda più oltre i cancelli di Milanello.
L’analisi sulla carta delle forze a disposizione di Allegri dà come risultato un attacco compatto e potenzialmente efficace, ma in mediana e in difesa si dipana ancora qualche dubbio. Tutto legato all’innesto con giocatori di sicura qualità, ma di non comprovata efficacia negli schemi di Allegri. Lo stesso può dirsi della difesa dove ad oggi si spera e si pensa ancora all’ingresso di un giocatore come Astori che da semplice pallino di Allegri ora sembra essere diventato una priorità. I movimenti però, per citare nuovamente le parole di Galliani, dovranno essere simultanei. Nuovi innesti solo in caso di cessioni e allora si guarda al mercato di giocatori come Abate, Antonini, Boateng, magari dello stesso Nocerino che tanto piace agli inquilini dell’altra sponda del Naviglio milanese. I dubbi circa l’effettiva compattezza dei reparti arretrati sono dati, come già detto, dall’incertezza legata ai nuovi arrivati in casa rossonera. Altrove i vari Poli e Saponara, hanno ben figurato. Anche Salamon al Brescia aveva fatto bene, ma poi approdato a Milanello non è mai riuscito a ritagliarsi gli spazi per potersi esprimere. E così il reparto che incide in modo maggiore nell’economia di punti in campionato, la difesa, è ancora affidata alle sagge potenzialità di Bonera, Mexes e Zapata. All’esterno De Sciglio è di sicuro padrone di una maglia, Constant è in perenne crescita, ma non senza sbavature. Dunque ecco che il nome di Astori campeggia alto sui prati di Milanello quasi fosse una visione. A centrocampo qualcuno parlava ancora di Eriksen, ma anche in questo caso, chi sarebbe il famoso capro espiatorio per il suo arrivo?
In conclusione voglio supportare con forza le parole spese dal Collega (e la maiuscola non è certo casuale)Serafini, che nel suo editoriale ha raccontato una storia tanto vera quanto scomoda. La questione Ambrosini ha lasciato in molti con l’amaro in bocca, a prescindere dallo schieramento d’idee. I delusi ci sono su entrambi i fronti, la possibilità di esprimersi è tutelata dalla nostra Costituzione. Ciò che forse i più polemici non sanno è che per poter esprimere una reale opinione, per dare una notizia, per scagliarsi con forza nei confronti di una decisione, qualsiasi essa sia, ci vuole attenta analisi dei fatti che non devono essere stravolti a proprio piacimento. Ma fa parte dell’atto falsificatorio l’intento fraudolento, soprattutto quando questo consente di diventare protagonisti, anche se solo per poche ore.


