Champions? Ci pensa Pippo!
Davide Bin
Nello stadio in cui 18 anni fa si spensero le luci e il Milan perse la testa, Pippo Inzaghi riaccende i fari della squadra per uscire da un periodo buio: i rossoneri espugnano il Velodrome e conquistano una vittoria importante, che potrebbe risultare addirittura fondamentale per la qualificazione, anche se si tratta solo della prima partita. Sono passati solo tre giorni dalla scialba prestazione di Livorno ma il Milan si è trasformato in squadra competitiva, cinica ed efficace, confermando ancora una volta che l'atmosfera europea rivitalizza un gruppo che in Champions ha sempre offerto il meglio di sè; non a caso le reti vincenti portano la firma di Inzaghi, sempre più goleador di coppa, ma sono state ispirate da Seedorf, gattone pigro e svogliato a Livorno, pantera feroce e inarrestabile a Marsiglia come ai bei tempi in cui le prodezze della coppia consentiva di espugnare l'Allianz Arena di Monaco, lanciando i rossoneri verso la finale di Atene, vinta proprio 2-1 con doppietta di Inzaghi. Fermiamoci qui con i dolci ricordi e le coincidenze per non volare troppo in là con la fantasia, perchè l'errore peggiore che si potrebbe commettere è pensare che tutti i problemi siano risolti e che il Milan sia tornato improvvisamente forte e invincibile. Bisognerà inanellare una serie di prestazioni positive e vittorie per poter definitivamente dire che la squadra di Leonardo è sulla buona strada, ma indubbiamente questa vittoria aiuta a ritrovare un po' di serenità e tranquillità e a lavorare con ancor più impegno ed entusiasmo, oltre a porre le fondamenta fin da ora per la qualificazione agli ottavi, visto che il Marsiglia era e resta la vera avversaria per la qualificazione, considerando troppo forte il Real e troppo debole lo Zurigo (anche se le sorprese, in negativo o in positivo, non mancano mai nel calcio). Ottimo Milan nel primo tempo, molto più sofferta la ripresa, ma mai come questa volta si può dire che contava più che altro il risultato, da ottenere a tutti i costi per partire con il piede giusto in Champions e uscire da un momento delicato.
Leonardo sceglie la via del coraggio, sfida il diktat presidenziale e segue l'esempio di Ancelotti nella scorsa stagione, accantonando momentaneamente l'inguardabile Ronaldinho: panchina per il fuoriclasse brasiliano, perchè a Marsiglia serve gente che corre e lotta e nelle ultime due partite Dinho si è guardato bene dal fare entrambe le cose, costringendo la squadra a giocare praticamente con un uomo in meno, cosa che al Velodrome non ci si può permettere. I rossoneri tornano da protagonisti sul palcoscenico che più amano, quello della Champions, dopo una stagione da semplici spettatori e Leonardo dà spazio ai campioni che hanno fatto la storia del Milan in questa competizione: Inzaghi, mai impiegato dal primo minuto in partite ufficiali in questa stagione, al centro dell'attacco e Seedorf al posto di Ronaldinho come suggeritore delle punte, con un centrocampo muscolare ma anche tecnico (Flamini, Pirlo e Ambrosini) e una difesa con l'ormai intoccabile coppia centrale Thiago Silva-Nesta e Zambrotta che trasloca a sinistra per lasciare spazio a Oddo sulla destra. Il primo Milan europeo di Leonardo non è molto diverso da tanti Milan del passato, a conferma che quando il gioco si fa duro...i duri cominciano a giocare ed è consigliabile affidarsi a chi ha esperienza da vendere, carisma e personalità vincente. La pioggia battente che flagella Marsiglia e il pubblico presente allo stadio accentua il clima da battaglia ma non spegne gli entusiasmi dei tifosi francesi e del manipolo di coraggiosi supporter rossoneri, giunti da Milano per sostenere i ragazzi in questa sfida che è già fondamentale anche se è la prima del girone.
Il Milan parte guardingo e timoroso, poi minuto dopo minuto si ricorda di essere la squadra che per anni ha dominato sui campi di tutta Europa e mostra orgogliosamente i muscoli e le doti tecniche; il Marsiglia prova ad imporre il suo pressing, la sua velocità e il suo gioco, i rossoneri rispondono con il proverbiale possesso palla e si dimostrano attenti, concentrati, ispirati e vogliosi di fare una grande prestazione e centrare un risultato positivo. L'assist di Seedorf per Inzaghi è un autentico cioccolatino che SuperPippo scarta e divora, trasformando in gol l'invito del compagno, ma la bella azione che porta in vantaggio il Milan è solo l'apice di una prestazione che fa stropicciare gli occhi ai tifosi rossoneri, che faticano a credere che questa sia la stessa tremebonda e svogliata squadra che ha deluso a Livorno. E allora per un attimo la soddisfazione di vedere finalmente un Milan che fa il Milan si mischia alla rabbia che deriva dalla consapevolezza che questi giocatori quando vogliono e hanno i giusti stimoli sanno ancora giocare bene e vincere, ma troppo spesso cadono nell'errore di snobbare gli impegni e giocare in modo apatico e svogliato. L'aria europea ha risvegliato la voglia di far bene che evidentemente a Livorno non c'era e il Milan mostra tutte le sue qualità, anche se in qualche frangente c'è da soffrire e tremare, perchè il Marsiglia è squadra ostica e pericolosa, soprattutto quando le si lascia troppa libertà d'azione.
L'intervallo modifica i rapporti di forza delle squadre: il Milan si ripresenta in campo tremebondo e bloccato, il Marsiglia ne approfitta per andare all'arrembaggio e trova subito il gol del pareggio, realizzato da Heinze di testa su pallone spiovente in area da calcio piazzato; ancora un gol subito nelle stesse circostanze, a dimostrazione che alcuni difetti sono ormai cronici e difficilmente risolvibili. Il Marsiglia continua a premere e rendersi pericoloso, il Milan fatica ad uscire dalla propria metà campo e ad interrompere l'assalto avversario. In queste condizioni il pareggio diventa risultato comunque positivo, anche se avevamo già pregustato la vittoria, ma siccome comincia ad aleggiare anche lo spettro della sconfitta... meglio accontentarsi. Leonardo sostituisce lo stravolto Ambrosini con Gattuso, il Milan alza un po' il baricentro e Seedorf sfodera un altro assist al bacio che il solito implacabile Inzaghi trasforma ancora una volta in gol, infilandosi fra tre difensori avversari e insaccando in rete con un guizzo in scivolata dei suoi. Questa volta il Marsiglia fatica a reagire ma ci mette molto cuore e tanta generosità e bisogna soffrire fino all'ultimo secondo degli interminabili cinque minuti di recupero per poter festeggiare una vittoria importante e meritata da una squadra che ha saputo ritrovare grinta e motivazioni nel momento più opportuno di questo inizio di stagione.
Forse è azzardato parlare di svolta della stagione e serviranno conferme fin dalla prossima partita di campionato, ma è indubbio che il Milan abbia reagito dopo un periodo difficile, facendosi trascinare dai suoi uomini più carismatici:Inzaghi e Seedorf meritano le luci della ribalta e con le loro prodezze hanno reso ininfluente la serata di scarsa vena di Pato; in difesa Nesta e Thiago Silva hanno sfoderato un'altra prestazione al limite della perfezione, mentre come sempre gli esterni hanno pasticciato un po' di più; a centrocampo grande grinta (forse nel caso di Flamini anche troppa...) e le solite precise geometrie di Pirlo e merita una menzione anche il portiere Storari, che ha sfoderato altre parate efficaci e decisive. Insomma una buona prestazione dei singoli ma anche di squadra e questo fa ben sperare in vista del futuro. Facile dire ora che è tutto merito dell'accantonamento di Ronaldinho, ma ho la sensazione che in questo Milan pimpante visto a Marsiglia, anche Dinho avrebbe fatto la sua bella figura, mentre i suoi indubbi demeriti a Livorno e nel derby sono stati ingigantiti dalla brutta prestazione collettiva. Comunque Leonardo ha avuto coraggio ed è stato premiato, dimostrandosi ottimo tecnico anche nella gestione della partita; anche lui deve crescere e migliorare, come tutta la squadra, ma a Marsiglia abbiamo finalmente rivisto la luce in fondo al tunnel della crisi che sembrava imminente e ancora una volta dobbiamo ringraziare SuperPippo Inzaghi, il signore del gol che non vuole smettere di stupire l'Europa a suon di reti decisive.


