Ottimismo sul Milan, entusiasmo se arrivassero Honda e Ljajic. Boateng rischia di perdere il posto
Carlo Pellegatti
Io sono ottimista. Un ottimismo che si trasformerà in entusiasmo se si concretizzeranno i noti obiettivi di mercato. Parlo di Honda, l’acquisto del quale si chiuderà quando Adriano Galliani incontrerà di persona il Presidente Giner, che ha manifestato più volte l’irritazione per non avere avuto un contatto diretto con il dirigente rossonero. Il Milan però non si ferma qui. Con la cessione in prestito di Niang, abbastanza scontata per gli attenti studiosi del Gallianico, lingua più facile dell’aramaico e quindi consigliabile a tutti gli operatori di mercato, si apre una casella nel reparto offensivo, da coprire con Ljajic, per me l’acquisto ideale per classe, caratteristiche, potenzialità. Sono comunque sicuro che, in caso di ulteriori problemi con la Fiorentina, i plenipotenziari milanisti, dopo il play off, non chiuderanno le fin qui intelligenti acquisizioni, per trasformare via Turati, a fine agosto, in una festa ricca di fuochi artificiali. Chi conosce Silvio Berlusconi sa che, nei momenti più difficili, reagisce con scatti di passione, di orgoglio, di amore nei confronti del “suo” Milan, un porto dove può trovare un sicuro rifugio, colmo di affetto, dopo navigazioni tormentate nei mari sferzati dalle tempeste. Io sono ottimista, ripeto, per il cammino che attende i rossoneri in campionato. La squadra è equilibrata in tutti i reparti. I tre portieri sono di totale e sicuro affidamento. Abbiati regala sempre punti fondamentali nei momenti caldi della stagione. “Allacciate le cinture” Gabriel è una sua promettente alternativa, come Amelia, che si dice però voglia essere protagonista altrove. Mi dispiacerebbe non solo sul piano tecnico, ma soprattutto umano, perché è uno dei giocatori più sensibili, più seri, più attaccati alla maglia che il Milan oggi abbia in rosa.
La difesa ha tanti nazionali. Italiani come Abate e De Sciglio, colombiani come Zapata, con Mexes ormai diventato leader del reparto, con Silvestre, argentino di personalità, con Costant, titolare nella Nuova Guinea, difensore di sicuro affidamento, come Zaccardo, benissimo da difensore di fascia, in attesa del ritorno del bravo Bonera. I tre titolari del centrocampo sono ormai definiti. Poli, grande cuore rossonero, per il quale deve essere studiato uno spettacolare soprannome, “Hard e Strong“ De Jong, catalizzatore della manovra, e il classico ed elegante “Tappeto Rosso” Montolivo, il creativo del gruppo. Pronti a subentrare Nocerino, sono contento sia rimasto perché giocatore vero, Muntari, l’eclettico Emanuelson, in campo sempre da centrocampista, mai da terzino, il giovane Cristante, da gestire con attenzione e pazienza. Dietro le punte, oltre la soluzione ideale Honda, curiosità per Saponara, altro ragazzo che Allegri inserirà al momento opportuno. Vorrei aprire un discorso a parte per Boateng. Che si stia impegnando è fuor di dubbio, e mancherebbe altro, ma credo che anche il ghanese si stia rendendo conto che, in queste amichevoli fino al match contro il Chelsea, mai è stato decisivo e mai ha creato superiorità nella posizione del campo dove è stato impiegato. Secondo me rischia, in caso di arrivo di Honda e esplosione di Saponara, di perdere il posto in squadra, anche perché in avanti, con le tre punte o con la coppia di attaccanti, sarebbe posposto a Balotelli, uno dei più forti d’Europa, a El Shaarawy, scatenato ”Amon Ra”, a Robinho, quello più ricco di classe pura, a Pazzini, un altro amato dal gol, e speriamo a un quinto rinforzo, magari serbo. Non ho dimenticato Petagna dalle ampie prospettive ma, che in caso di 5 attaccanti a disposizione del tecnico, si alternerebbe tra il gruppo di Allegri e la Primavera di Pippo Inzaghi. A proposito, dopodomani è il suo compleanno. Quaranta sono gli anni, come i gol che ci regalava ogni stagione, grande Pippo!!! A capo del gruppo, un allenatore sereno e sicuro come Allegri, dietro di lui, una società grande ed esperta, il Milan. Ecco perché sono ottimista, molto ottimista.


