Moduli e numeri: Allegri non ne parla, ma il tridente è tornato di moda
Matteo Calcagni
Per settimane si è a lungo dibattuto sul nuovo modulo rossonero, schierando formazioni col conclamato e richiesto 4-3-1-2. Un sistema di gioco che ha fatto le fortune del Milan di Ancelotti, ma che ad oggi non è certamente di gran voga sul suolo europeo. Tra l'altro, con i calciatori attualmente a disposizione, il modulo con il trequartista e le due punte non è certamente il più indicato: Saponara non ha ancora risolto i problemi accusati durante l'Europeo Under 21, Boateng non è in un momento di forma esaltante e Honda resta ancora un giocatore del CSKA. Oltretutto, come già ampiamente dimostrato, El Shaarawy dà il meglio partendo da sinistra e, visti i "problemi" sulla trequarti, riporre nel cassetto il 4-3-3 non sembrerebbe la scelta più indicata.
Allegri, dalla sua, non ha mai amato parlare di moduli e numeri, come ripetuto anche nella recente intervista a "Milan Channel" e "Mediaset": "Cambiamo i tre davanti a seconda di come ci mettiamo, ma questo accadeva anche l'anno scorso, anche per le caratteristiche dei nostri giocatori". Fatto sta che, in questo precampionato, il mister livornese ha provato a cambiare leggermente le cose, con risultati non proprio straordinari: i veri limiti si sono visti contro il Manchester City quando, nel primo tempo, i terzini non venivano adeguatamente coperti, non essendoci gli esterni alti che scendevano a raddoppiare. Contro San Paolo, Chelsea e LA Galaxy si è tornati al tridente classico e, oltre ad avere buoni riscontri offensivi realizzativi e di manovra, la difesa ha retto abbastanza bene. Il trio schierato contro il club di Los Angeles, nella sfida di Miami, ha inoltre dimostrato grande affiatamento e capacità di affondare: un aspetto che verrà certamente preso in considerazione dall'allenatore toscano. La sensazione è che, almeno fino al play-off, si proseguirà con il 4-3-3, salvo poi tentare altre strade se si manifestassero determinate condizioni.


