Niang, dalle parole ai fatti: il francese vuole restare a tutti i costi
Matteo Calcagni
"Voglio restare al Milan" aveva urlato forte e chiaro M'Baye Niang, nella recente intervista rilasciata ai microfoni de "L'Equipe". L'attaccante francese, convinto nei propri mezzi, ha dimostrato di non accontentarsi di un prestito per poter "crescere": parole chiare e precise che, a diciannove anni da compiere a dicembre, sottolineando la grande personalità di questo giovane calciatore. Ma non è finita qui: Niang, chiamato dal Senegal con la prospettiva di poter giocarsi i Mondiali nel 2014, ha deciso di declinare l'offerta: non tanto perché tale scelta avrebbe precluso il suo possibile ritorno in Nazionale francese, ma per non rischiare di perdere posizioni nella gerarchia di Allegri in un periodo tanto delicato (e decisivo) della stagione rossonera. Contro i LA Galaxy, oltre alla solita buona prova sotto il profilo della propensione offensiva e del sacrificio, è arrivato anche un gol importante: Niang non segnava dallo scorso dicembre, quando alla prima a San Siro siglò il momentaneo 2-0 nel match di Coppa Italia contro la Reggina.
La strada del ritorno alla rete è stata lunga e ricca di episodi sfortunati, visti i tanti pali e traverse colpiti nei mesi successivi: con qualche centimetro di differenza, i giudizi sull'ex Caen sarebbero stati completamente differenti. Dopo la bellissima marcatura nella serata di Miami, il ragazzo si è lasciato andare ad un gesto liberatorio, portando il dito indice alla bocca, come per zittire le varie critiche a lui indirizzate. Un gol che, oltre ad offrire una considerevole iniezione di fiducia, potrebbe mutare anche il destino del giovane attaccante: si parlava di possibile trasferimento in prestito o in comproprietà, ma la sensazione è che il Milan preferisca trattenere il nativo di Meulan-en-Yveline a prescindere dal possibile mercato in entrata.


