Che Milan vedremo?
Davide Bin
La domanda sorge spontanea e rende inquieta la vigilia della partita casalinga di campionato contro il Bologna: il popolo rossonero si chiede se sarà "costretto" a sopportare il solito Milan molle e svogliato delle partite di campionato contro le provinciali (la squadra vista a Livorno, tanto per intenderci) o se potrà finalmente rivedere anche in campo nazionale il Milan pimpante, aggressivo, motivato e, soprattutto, vincente che ha espugnato non più tardi di martedì scorso il Velodrome di Marsiglia. Si sono sprecati fiumi di parole sulla vocazione europea del Milan, peculiarità dell'era ancelottiana che pare confermarsi anche sotto la guida di Leonardo, cosa fin troppo ovvia se si tiene conto che è cambiata la guida tecnica ma la rosa è rimasta sostanzialmente immutata, con qualche addio eccellente e pochi innesti. E' fin troppo scontato far notare anche che c'è una differenza enorme fra la prestazione di gente come Inzaghi e Seedorf a Livorno e a Marsiglia, ma ormai dovremmo sapere benissimo che Inzaghi si trasforma in SuperPippo non mangiando le noccioline come l'omonimo personaggio dei fumetti ma ascoltando la musichetta della Champions, mentre in campionato è molto meno spietato e preciso sotto porta; stesso discorso per Seedorf, gattone pigro e svogliato quando si tratta di giocare partite con poco richiamo e fascino, pantera feroce quando il palcoscenico è prestigioso, l'obiettivo è importante e i riflettori dell'Europa intera sono puntati su di lui e sulla sua squadra. Così il Milan senza idee di Livorno in pochi giorni si trasforma in una squadra capace di espugnare un campo ostico, battendo una squadra insidiosa e pericolosa, ma ora viene da chiedersi con un po' di inquietudine che Milan vedremo in campo contro il Bologna a San Siro; sarà la prima esibizione caslinga dopo il disastroso derby e vorremmo tanto ammirare una squadra che ci metta il massimo impegno come a Marsiglia, indipendentemente dal risultato. Penso di non andare lontano dalla verità se dico che il Milan di Marsiglia avrebbe sicuramente vinto anche a Livorno e siccome in tre giorni non si possono fare miracoli per trasformare una squadra, è ovvio che si tratti di un problema di motivazioni e di approccio diverso alle partite a seconda della loro importanza e della competizione cui si riferiscono. Non è un mistero che da anni il Milan punti più alla Champions che al campionato, che serve più che altro come "passaporto" europeo, ma i tifosi gradirebbero un po' più di considerazione anche per il campionato, a cominciare dalla partita con il Bologna, per riscattare la scialba prestazione di Livorno e la clamorosa sconfitta di un anno fa circa contro lo stesso Bologna.
Ma non è solo l'approccio alla partita l'unico dubbio che assilla i tifosi rossoneri: bisogna capire anche cosa ha intenzione di fare Leonardo, ovvero se vuole cercare di rilanciare Ronaldinho o confermare la bocciatura di quello che doveva essere il "faro" della squadra e, invece, sembra essere tornato una "palla al piede" come nella scorsa stagione. L'attacco febbrile che ha colpito il giocatore brasiliano potrebbe facilitare il compito all'allenatore, che ha già pronta e preconfezionata la motivazione per un'altra esclusione, ma prima o poi il problema va affrontato e risolto in un modo o nell'altro, per il bene soprattutto della squadra: insistere a tentare il rilancio di un giocatore che sembra non avere voglia di fare sacrifici per tornare ad alti livelli o escluderlo definitivamente dal "progetto" Milan, come del resto aveva fatto Ancelotti nella seconda parte della scorsa stagione? Difficile scegliere e sicuramente chi vede e osserva Ronaldinho tutti i giorni a Milanello avrà sicuramente più elementi a disposizione per effettuare e motivare la scelta; certo dispiace rendersi conto che la società e il presidente Berlusconi hanno puntato tutto su un giocatore che ora sta deludendo anche loro e il rimpianto è che forse sarebbe stato meglio riportare a casa un elemento come Gourcuff che sta facendo meraviglie a Bordeaux e chiedeva solo un po' di fiducia per tornare al Milan, cioè pretendeva, giustamente dopo quello che aveva fatto la scorsa stagione, di non essere più la seconda scelta o la riserva di nessuno e di avere lo spazio e il posto in squadra che, invece, anche in questa stagione era stato promesso ad altri. Ormai, però, il danno è stato fatto e scaricare completamente Ronaldinho potrebbe essere ancor più negativo: a Siena Dinho aveva giocato egregiamente e illuso tutti, poi si è nuovamente e misteriosamente eclissato, a partire da quel derby che doveva essere la partita della svolta (in positivo) e, invece, ha creato tanti problemi a lui e a tutto il Milan. Il fatto che senza di lui la squadra abbia giocato bene e vinto a Marsiglia può essere una semplice coincidenza, anche per il discorso fatto nella prima parte dell'articolo, ovvero il diverso approccio di tutto il gruppo alle partite di campionato e di coppa, quindi sarebbe meglio aspettare prima di emettere giudizi definitivi su Ronaldinho, ma è chiaro che il giocatore deve decidere cosa vuol fare e cominciare a meritarsi con i fatti e non solo con vane promesse da un tavolino, la fiducia di tecnico, dirigenti, compagni e tifosi, perchè la pazienza di tutto l'ambiente sembra giunta al termine e solo lui può far cambiare idea a tutti con impegno e sudore in allenamento e, soprattutto, durante le partite, quando Leonardo deciderà di schierarlo nuovamente dal primo minuto per ispirare il gioco d'attacco di un Milan che, però, ha dimostrato di poter giocare bene e vincere anche senza di lui.


