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Seedorf abbatte il fortino bolognese

autore
Davide Bin
per Milannews.it
lunedì 21 settembre 2009, 01:27Vista dalla Curva
autore Davide Bin
21.09.2009 01:27Vista dalla Curva
Il Milan ottiene la prima vittoria casalinga in campionato, battendo un coriaceo Bologna grazie ad una prodezza di Seedorf nella ripresa.
Federico De Luca
Federico De Luca

Il Milan batte non senza faticare il Bologna e ottiene una vittoria meritata, in quanto cercata per novanta minuti pur fra mille difficoltà: non è stato facile scardinare l'organizzata difesa bolognese, ma i rossoneri ci hanno messo cuore, volontà, grinta e voglia di vincere e questa è la cosa più bella da sottolineare, al di là della soddisfazione per la vittoria; la risposta alla domanda che ci eravamo posti alla vigilia è arrivata prontamente ed è stata positiva: contro il Bologna abbiamo visto lo stesso Milan da battaglia di Marsiglia e non la scialba squadra di Livorno e penso che non dipenda solo dalla musichetta della Champions, fatta suonare da Galliani negli spogliatoi prima della partita, anche se si trattava di campionato; evidentemente Leonardo ha fatto capire ai suoi giocatori che anche il campionato va onorato nel migliore dei modi e se la squadra continuerà la stagione con questa voglia di far bene, sicuramente qualche soddisfazione potremo togliercela, anche se il divario con le migliori squadre, sia in campo nazionale che internazionale, rimane ed è anche ampio; in fondo lo aveva detto lo stesso Leonardo alla vigilia, sottolineando che se il Milan si comporterà sempre da squadra potrà dare fastidio a tutti e contro il Bologna abbiamo visto in campo una squadra che aveva voglia di vincere nonostante i propri limiti e le difficoltà e che ha schiacciato l'avversario nella sua metà campo fino a quando è riusicta a sbloccare il risultato. E' servito un lampo di Seedorf per fulminare l'attento Viviano e tutto il Bologna e proprio le magie dell'olandese sono un segno di continuità fra questo Milan e quello visto a Marsiglia, dove Clarence era stato decisivo sotto forma di uomo assist. Buon segno anche questo, perchè proprio Seedorf era il simbolo di quel Milan capace di trovare le giuste motivazioni solo nelle sfide di grande fascino, snobbando gli impegni meno "nobili" e invece contro il Bologna l'approccio alla sfida è stato giusto da parte di tutti e il solo rimprovero che si può fare è quello di aver tardato troppo a sbloccare una partita che si poteva e si doveva risolvere prima, senza soffrire fino all'ultimo.

Il Milan torna a San Siro dopo il disastroso derby e la prima curiosità è l'accoglienza del pubblico dopo quella terribile serata: purtroppo lo stadio è mezzo vuoto, sono moltissimi gli spazi completamente liberi in ogni settore e anche in curva c'è poca gente rispetto al passato; sinceramente non ricordo di aver mai visto San Siro così vuoto in occasione di una partita di campionato nell'era Berlusconi e ciò la dice lunga sull'attuale momento di questa squadra e di questa società; dopo il tradimento della cessione di Kakà molti avevano giurato di disertare San Siro per ripicca e hanno mantenuto la promessa: flessione del 40% nella sottoscrizione di abbonamenti e pochi biglietti venduti per la singola partita, così il risultato è quello di vedere spalti desolatamente semivuoti, cosa che stringe il cuore a chi ricorda San Siro sempre strapieno, una curva in cui era necessario arrivare appena aperti i cancelli per trovare posto e un'atmosfera sempre esaltante e coinvolgente. Chi di dovere dovrà prima o poi riflettere sulle sue responsabilità, che hanno portato il sempre fedele pubblico rossonero a disamorarsi della propria squadra e società, ma ora il primo compito della squadra di Leonardo è quello di riportare i tifosi a San Siro, prima ancora di conquistare vittorie, scudetti e coppe, perchè uno dei segreti di questo ambiente è sempre stato la magica simbiosi fra squadra e tifosi che va ritrovata al più presto. Sembra di essere ad una sfida di Coppa Italia e non di campionato ed è incredibile vedere i responsabili della curva chiedere alla gente di stringersi al centro e lasciare vuoti i lati per realizzare una minicoreografia di protesta contro l'articolo 9 del decreto antiviolenza.  Comunque i presenti, soprattutto in curva, non fanno mancare il tifo e il sostegno alla squadra fin dal momento del riscaldamento e questo è importante, perchè i ragazzi sono in un momento delicato e importante e hanno bisogno di non essere lasciati soli e di essere incoraggiati e "coccolati".

Leonardo cambia per tre quarti la difesa di Marsiglia e lancia (finalmente) Abate nel ruolo di terzino destro; dall'altra parte c'è Favalli, mentre al centro Kaladze affianca Nesta; a centrocampo ci sono i "senatori" Gattuso, Pirlo e Ambrosini, mentre Flamini tira il fiato in panchina e in attacco il turn-over riguarda il ruolo di centravanti, con Huntelaar al posto di Inzaghi, mentre sono confermati Pato e Seedorf così come l'esclusione di Ronaldinho che, febbricitante o no, va addirittura in tribuna. Il Milan parte forte e si capisce subito che ha voglia di aggredire l'avversario, fare la partita e cercare di vincere a tutti i costi. Sostenuti dal tifo incessante della Sud, i ragazzi di Leonardo caricano a testa bassa, comprimono il Bologna nella sua metà campo e provano in tutti i modi a sfondare anche se non è facile: ci prova Huntelaar con un difficile tiro al volo, ma l'occasione più ghiotta capita sui piedi di Gattuso e l'errore è imperdonabile anche se il suo mestiere non è certo quello di fare gol. Poi il Milan continua ad attaccare e premere, conquista calci d'angolo ma crea poche occasioni, perchè storicamente ha sempre fatto fatica a scardinare le difese chiuse ed ermetiche e in questa stagione ha anche meno risorse offensive a sua disposizione, visto che, tanto per girare il coltello nella ferita, manca un certo Kakà. Abate strappa applausi, Pato non è in una delle sue giornate migliori, Pirlo prova a dare ordine alla manovra, Gattuso e Ambrosini recuperano palloni e innescano nuove azioni, Huntelaar si vede pochissimo e Seedorf alterna giocate preziose ad errori banali che fanno spazientire il pubblico; in compenso la difesa soffre poco, ma soprattutto perchè il Bologna raramente supera la metà campo.

Non cambia il copione nella ripresa, ma la costante negativa è che il Milan non riesce a sbloccare il risultato pur provandoci in tutti i modi; dopo qualche minuto di inutili assalti (e un palo colpito da Pato con un tiro da fuori area, a dimostrazione della difficoltà di penetrare in modo efficace nell'area avversaria), Leonardo prova a cambiare qualcosa: ovvia e scontata la sostituzione di Huntelaar con Inzaghi, l'eroe di Marsiglia; più geniale quella di Gattuso con Oddo, per consentire ad Abate di spostarsi più avanti e di avere un partner sulla fascia con il quale dialogare meglio di quanto potesse fare con Ringhio; a dimostrazione che nel gioco di Leonardo i terzini sono molto importanti e devono spingere il più possibile, il tecnico cambia anche l'assetto della fascia sinistra, sostituendo lo stanco Favalli (non più un giovanotto) con il più fresco e propositivo Jankulovski e finalmente il Milan riesce a sfondare: è proprio Jankulovski a recuperare un pallone che Inzaghi scarica in porta costringendo al miracolo Viviano, poi Seedorf sblocca il risultato con un'iniziativa personale sul lato sinistro dell'area e una zampata d'astuzia da pochi passi che beffa il portiere avversario. Applausi, ovazioni e cori per l'olandese che prima, però, aveva raccolto qualche fischio, a quanto pare immeritato. Ora il più è fatto, il Bologna deve necessariamente aprirsi e sbilanciarsi e per poco Inzaghi non ne approfitta per mettere la sua firma nel tabellino dei marcatori, ma prima spara sul portiere e sulla respinta colpisce il palo, dimostrando ancora una volta che in campo europeo ha tutto un altro fiuto del gol. E siccome non può esserci vittoria senza qualche brivido e un po' di sofferenza, ecco che il Milan rischia di vanificare tutto, prima lasciando troppo spazio a Mingazzini, che prende la mira da lontano e spara un missile all'angolino sul quale Storari compie un miracolo salvando il risultato con una parata che vale come un gol e poi con la solita amnesia su pallone alto spiovente in area da calcio piazzato, sul quale si avventa Portanova con un colpo di testa che esce di pochissimo; sospiro di sollievo collettivo e di lì a poco arriva il triplice fischio che interrompe l'ansia e la tensione e consegna ai rossoneri tre punti meritati, nonostante la sofferenza finale. Ancora una volta bisogna ringraziare Seedorf, uno della "vecchia guardia" che non vuole saperne di essere considerato vecchio, bollito, finito o poco motivato; è suo il merito di aver abbattuto il fortino bolognese che non ne voleva sapere di crollare, è sua la zampata vincente che rilancia questo Milan tutto cuore e generosità che comincia a piacerci.

per Milannews.it

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