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Bucchioni: "Milan, dopo Matri ecco Kakà. Allegri, la verità sulle dimissioni: il suo nemico è Sacchi, per l'anno prossimo c'è Prandelli"

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Antonio Vitiello
per Milannews.it
venerdì 30 agosto 2013, 07:30Calciomercato Milan
autore Antonio Vitiello
30.08.2013 07:30Calciomercato Milan
imago sportfotodienst
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Allegri è un uomo acuto e intelligente. Anche arguto e ironico, non a caso arriva da Livorno, la città del Vernacoliere. A volte gli scappano proprio, altre volte le prepara. La storia delle dimissioni annunciate e poi fatte passare per una battuta, è stata preparata e trattasi di una tipica vicenda "detta a nuora perchè suocera intenda".

Allegri se l'è presa con alcuni giornali e alcuni editorialisti che a suo dire "lo massacrano", ma giornali e giornalisti raccolgono in realtà i malumori che arrivano da Arcore. Anche sabato, chi ha visto la partita con Berlusconi racconta di un presidente rossonero furioso. Non era contento neppure dopo il pareggio nel preliminare d'andata con il Psv. Non gli piace come gioca il Milan, non gli piace il 4-3-3, probabilmente non gli piace Allegri. Tutto questo l'allenatore lo sa e lo sopporta, però lo patisce. Per questo ha mandato il segnale nel momento della vittoria con gli olandesi e con la Champions in tasca.

"Potrei anche dimettermi" in quel momento poteva essere anche una minaccia più che uno scherzo. Sicuramente l'idea di fare un gesto clamoroso ad Allegri è venuta. E guarda caso l'ha fatto proprio nella trasmissione dove è presente quello che Allegri ritiene il suo grande nemico e nello stesso tempo grande consigliere di Silvio Berlusconi: Arrigo Sacchi. Lo ha confessato ai microfoni di Sky, a Fabio Caressa, subito dopo lo sfogo sull'altra emittente. Quando Allegri dice "quando avrò più di 60 anni e avrò smesso di allenare non andrò in giro a fare le pulci ai miei colleghi...", il discorso è chiaro. Allegri pensa che sia Sacchi a dire a Berlusconi che il Milan è poco organizzato, che non ha una mentalità offensiva, vincente, che non è divertente. Ecco spiegata la sceneggiata dell'altra sera, insomma il fuoco cova sempre sotto la cenere, Allegri è stanco di essere messo sulla graticola e l'ha detto chiaramente. Berlusconi avrà capito? Sicuramente ha capito Galliani, il grande sponsor di Allegri, che ieri ha convinto Berlusconi ad incontrare l'allenatore per fare un vertice sul presente e soprattutto sul futuro.

Un altro vertice dopo quello di tre mesi fa che ha sancito una pace traballante. Per chiarire, per appianare. Forse per convincere Berlusconi ad allungare il contratto di Allegri che scadrà l'anno prossimo. Ma questa non è una priorità per Allegri che vuole solo essere lasciato in pace, vuol lavorare tranquillo e soprattutto vuole che ci si renda conto che allena una squadra tutto sommato non all'altezza dei grandi Milan del passato. Proprio per questo e con il tesoretto di Champions, Galliani ha chiuso l'assalto a Matri, l'attaccante che Allegri voleva più di tutti. Un suo pupillo. La Juve ha preso i dodici milioni che voleva.

Ma Galliani ha portato Allegri da Berlusconi anche per gettare le basi del colpo last minute che tutti gli anni ormai lo contraddistinge. E quest'anno il colpo si chiama Riucardo Kakà. Il brasiliano non trova posto neppure con Ancelotti, ha capito che la sua avventura al Real non tornerà piena di luce, ma è ai titolin di coda, quindi è pronto a ridurci l'ingaggio. Galliuani ha av uto il via libera da Berlusconi e l'ok di Alllegri che farebbe giocare Kakà alle spalle di Balotelli e El Shaarawy. Ora Galliani proverà a convincere il cuo amico Florentino Perez a liberare il cartellino del giocatore. Il Real si libererebbe così di un ingaggio pesante. L'affare può concludersi nel giro di poche ore, soprattutto se Bale firmerà l'accordo con gli spagnoli. Allegri insiste anche per Astori, ma comprare dei difensori non è mai stata la priorità di Berlusconi.

Tornando alla posizione di Allegri, questa comunque sarà la sua ultima stagione rossonera, sembra una storia già scritta. Berlusconi aspetta un ex milanista, vediamo come crescerà Inzaghi, ma Sacchi (torniamo all'influenza di Arrigo) avrebbe consigliato il suo pupillo Prandelli che dopo i mondali brasiliani lascerà la Nazionale. Secondo Sacchi, Prandelli valorizza i giovani e fa giocare bene le squadre, in modo offensivo e organizzato. Tra l'altro ha in nazionale Balotelli ed El Shaarawy e li gestisce bene. Candidato ideale.

per Milannews.it

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