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Higuain: la prossima volta vai a Ischia! Matri, Conte non voleva perderlo. Luca Antonini, no, l’Inter no. Anzhi: El Shaarawy aveva visto giusto. Eto’o-Kakà: pari e patta

autore
Mauro Suma
per Milannews.it
sabato 31 agosto 2013, 00:00Editoriale
autore Mauro Suma
31.08.2013 00:00Editoriale

Higuain: la prossima volta il bagno vai a farlo a Ischia. Sto scherzando, naturalmente e lo premetto di cuore agli amici capresi. Amare Ischia non significa vivere una rivalità con Capri, mancherebbe altro. Certe sensazioni sono proprie ed esclusive del territorio. E poi sono affettivamente vicino ai cittadini capresi e non ho condiviso la furia del presidente De Laurentiis. Soprattutto perché non amo il calcio che vive nella sua torre d’avorio. Chiunque abbia letto le cronache regionali dell’estate, sa quanto sia delicata la situazione della sanità campana. Ogni mese pagare gli stipendi è un mezzo miracolo. Il calcio, il grande calcio dei campioni e dei milioni di euro, non può non tenere conto di situazioni del genere. Le dovrebbe anzi prevenire, aiutando magari quei lavoratori della sanità campana in difficoltà che fanno fatica a tirare la fine del mese ma che trovano comunque il modo, facendo i sacrifici, di andare a vedere il Napoli la domenica e il mercoledì. Fuori da ogni tipo di melodramma, torniamo a Higuain. Gli capiterà di tornare sulle isole partenopee per fare il bagno e in quel caso non trascuri Ischia. Per ogni evenienza, l’ospedale di riferimento è l’Anna Maria Rizzoli di Lacco Ameno. Porta il nome di una grande famiglia che ha amato e sdoganato decenni fa l’isola verde. E anche se dalle parti del comune del Fungo, la maglia della squadra locale è rossonera, Higuain non tema. A Ischia lo cureranno, dovesse mai essercene bisogno e gli auguro di cuore di no, con la stessa passione e competenza di Capri.

Alessandro Matri rispettera' sempre Antonio Conte. Anche per come lo ha fatto sentire importante nel giovedi del suo passaggio al Milan. Di un attaccante duttile, educato e sempre pronto come Matri, uno che i gol non li conta ma li pesa, Conte non voleva fare a meno. Lo ha detto ufficialmente e privatamente. All'interessato, Matri, questo ha fatto piacere. Ma ormai le due dirigenze, quella bianconera e quella rossonera, erano troppo avanti. Le due telefonate di giovedi a Matri hanno fatto piacere, ma risentono anche del timore che Llorente rischi di non essere quel giocatore top che la Juventus pensava che fosse al momento della sottoscrizione del contratto. La realta' e' invece, come ha detto l'allenatore della Juventus, che sul piano tecnico non c'erano motivazioni per cedere Matri. E' stata una scelta puramente economica. Mi permetto di scriverlo, anche alla luce delle convinzioni che avevo espresso in questa sede sul fatto che Matri potesse rimanere in bianconero.

Luca Antonini è un milanista vero e quando alcuni siti e alcuni forum lo hanno descritto pronto, con nonchalance, a svestire la maglia rossonera e a indossare quella nerazzurra, ha sudato freddo. E’ insorto. No, ma io sono milanista e se resto al Milan non voglio che i miei tifosi pensino che fossi pronto a cambiare bandiera con così poca sensibilità. In parole povere, a oggi nessun contatto per Antonini all’Inter. Ma che Luca resti al Milan non è sicuro al mille per mille. Al mercato, come sempre, l’ultima parola. Ma la fede di Antonini non è in discussione.

All’inizio dell’estate l’Anzhi di Makhackhala era arrivata ad offrire, bonus compresi, quasi 40 milioni di euro al Milan per Stephan El Shaarawy. Con stipendio triplicato, rispetto all’attuale, per il giocatore. Ma Stephan, che è una bella persona con una bella famiglia, non se l’è sentita. Per amore del Milan e per una tendenza delle famiglie con i piedi per terra a guardare prima gli occhi delle persone che le cifre sui contratti. I numeri erano belli, ma la scintilla non scoccava. E ha prevalso l’amore per il Milan. Una scelta giusta, sia perché Stephan sta tornando a giocare alla grande come hanno confermato le due partite con il PSV Eindhoven, sia perché il disimpegno dell’Anzhi, manifestatosi nelle settimane successive, non avrebbe garantito un futuro granitico ad un bravo ragazzo che a vent’anni non voleva andare a giocare lontano ma voleva semplicemente restare vicino al suo Milan.

Quante altre volte il tormentone Eto’o accompagnerà i tifosi interisti e quello di Kakà i tifosi milanisti? La differenza è rappresentata solo dai tempi e dagli anni. Per i nerazzurri quello sfiorato con Eto’o è il primo mercato all’inseguimento dell’emozione per il suo ritorno. Per i rossoneri, sull’onda di Kakà, il quarto. Sono due campioni che, nelle rispettive tifoserie, richiamano vittorie, emozioni, momenti belli. Soprattutto sentimenti. Accarezzi l’idea, pensi a cosa provi se succedesse e poi le varie ragioni di stato economiche finiscono per avere la meglio. Sogni e ti svegli. Ci pensi e ti ricomponi. Il mercato va per la sua strada, la vita continua. Intanto, per qualche giorno hai sognato. E’ bello anche questo. Poi la storia riprende il suo corso, con Eto’o che va al Chelsea e Kakà che non verrà al Milan. Nessuno si illuda: se Adriano Galliani dice molto difficile, qualcosa può anche accadere. Ma quando dice difficilissimo, non c’è praticamente match. E ieri ha detto, è difficilissimo.
 

per Milannews.it

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