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Il Milan riparte di slancio

autore
Davide Bin
per Milannews.it
lunedì 2 settembre 2013, 01:04Vista dalla Curva
autore Davide Bin
02.09.2013 01:04Vista dalla Curva
Dopo la sconfitta del Bentegodi arrivano i primi tre punti in campionato: nuovo modulo, tre reti segnate al Cagliari (Robinho, Mexes e Balotelli), ma anche una subita e i rossoneri iniziano la rincorsa alle altre grandi, tutte a punteggio pieno.
Alberto Lingria/Photoviews
Alberto Lingria/Photoviews

Tre gol per tre punti nella serata in cui scompare il modulo a tre punte; la regola del tre caratterizza la sfida fra Milan e Cagliari, che i rossoneri vincono abbastanza agevolmente ma non senza soffrire; buona prima mezz'ora, in cui i rossoneri dimostrano impegno, volontà e voglia di fare e segnano i due gol che sembrano chiudere la partita e blindare la vittoria, ma bastano tre minuti per subire la rete che rimette in discussione tutto e in avvio di ripresa c'è da soffrire prima di poter stare definitivamente tranquilli dopo il terzo gol che spegne le velleità del Cagliari. Abbiamo visto un Milan molto diverso da quello di Verona è ciò era facilmente prevedibile, visto che la qualificazione alla fase a gironi della Champions ha portato, non solo soldi nelle casse societarie, ma anche tranquillità, serenità, autostima e consapevolezza della propria forza nel gruppo e tutto questo si è visto in campo, insieme, purtroppo, alle solite amnesie difensive, che fanno ancora una volta pensare, a poche ore dalla fine del mercato, che la frase di Galliani, "in difesa siamo a posto così", non sia molto azzeccata e che, forse, sarebbe opportuno, non solo cercare di riportare Kakà a Milano, ma anche dedicare qualche minuto delle ultime ore di mercato all'acquisto di un difensore che possa dare maggiore solidità ad un reparto che sembra sempre in affanno contro qualunque avversario. Intanto, però, il Milan conquista i primi tre punti del suo campionato "ad handicap" (in pratica non ha giocato la prima partita, sacrificata sull'altare della qualificazione alla Champions League) e comincia l'inseguimento alle altre grandi, che sono scattate forte dai blocchi di partenza e sono praticamente tutte a punteggio pieno.

Allegri rivoluziona la squadra, in attesa di altri cambiamenti durante la sosta in base a chi arriverà (o se ne andrà) in queste ultime ore di mercato: niente più tridente, ma due punte con trequartista; El Shaarawy viene spedito in panchina per scelta tecnica, Robinho torna titolare accanto a Balotelli e dietro di loro agisce Montolivo, in una posizione insolita, almeno per quanto riguarda il suo periodo rossonero; a centrocampo tanta sostanza ma anche buona qualità con De Jong, Poli e Muntari, mentre la difesa è sempre la stessa per tre quarti e c'è solo alternanza a sinistra; questa volta tocca a Emanuelson completare la linea difensiva per garantire tanta spinta contro una squadra che presumibilmente si chiuderà e cercherà di sfruttare le ripartenze. Come ampiamente previsto, non c'è il pienone di mercoledì: stadio desolatamente mezzo vuoto e ciò dispiace; i tifosi dovrebbero capire che se si vuole vivere serate come quella della partita contro il PSV, bisogna far bene in campionato, arrivare almeno terzi (cosa che con tanta concorrenza è tutt'altro che scontata) e che, quindi, bisogna sostenere la squadra anche e soprattutto nelle trentotto lunghe tappe del campionato, tutte importanti e decisive. Al momento dell'annuncio delle formazioni, un bel boato scandisce il nome di Matri e ciò dimostra che non c'è alcuna prevenzione nei suoi confronti, anzi l'accoglienza è ottima e ciò chiude il piccolo incidente diplomatico dello striscione "Matri? No grazie!" in cui non si voleva andare contro al giocatore, ma solo sottolineare che le priorità di mercato erano in altri reparti della squadra.

La scelta di Allegri di dare fiducia a Robinho viene ripagata dopo soli otto minuti, alla prima vera occasione da gol (se si eccettua un tiro dalla distanza di Muntari); il traversone di Balotelli viene lisciato da tutti in area e sul secondo palo è appostato Binho che non può proprio sbagliare un gol facile facile. La rete riporta l'attenzione di tutti sulla partita, visto che molti sugli spalti sono distratti dalle voci di mercato che arrivano sui telefonini; si parla di ufficialità dell'arrivo di Kakà, ma anche di una clamorosa cessione di El Shaarawy (scambio con Ozil), tutte cose da verificare con calma dopo; ora c'è da pensare alla partita da vincere e che il Milan sta interpretando bene, senza distrazioni, dimostrando che non c'è appagamento dopo la qualificazione in Champions ma, anzi, solo tanta voglia di far bene anche in campionato. Robinho corre come un matto, pressa anche il portiere avversario, sfiora il raddoppio con un bel diagonale che finisce a fil di palo ma dalla parte sbagliata (fuori) e sembra tornato il folletto inarrestabile dell'anno dello scudetto (spero che ora non vendano anche lui, visto che mercoledì avevo detto la stessa cosa di Boateng...). Il raddoppio arriva alla mezz'ora: Agazzi può solo respingere un violento tiro di Balotelli, il pallone finisce sui piedi di Mexes che appoggia in rete da pochi passi e senza difficoltà. La partita sembra già chiusa e Allegri ha azzeccato la formazione, visto che le due punte, giocando più strette, vicine e a ridosso dell'area, sono maggiormente pericolose e dialogano meglio; funziona un po' meno Montolivo trequartista, un po' fuori dal gioco e che non riesce a trovare la giusta posizione, ma le attenuanti ci sono, visto che non è facile avanzare di punto in bianco il proprio raggio di azione mantenendo lo stesso rendimento. Il Cagliari, praticamente inoffensivo fino a questo punto, trova il gol che dimezza lo svantaggio tre minuti dopo essere andato sotto di due reti, quindi il Milan è rimasto tranquillo davvero poco; Sau fa venire il mal di testa a Mexes con i suoi movimenti palla al piede, il francese gli lascia un po' troppo spazio e il sardo esplode un tiro violento e preciso che non lascia scampo ad Abbiati. Il gol subìto toglie sicurezza ai rossoneri e dà coraggio al Cagliari, che, però, non crea altri pericoli colossali e il Milan riesce a controllare il gioco fino all'intervallo.

Il Milan sbanda un po' a inizio ripresa e il Cagliari ne approfitta: Nainggolan ha la palla buona davanti ad Abbiati, ma un miracoloso e tempestivo intervento di Abate in scivolata non gli consente il tiro in porta e salva il risultato; sugli spalti si soffre in modo inaspettato e si rimugina sull'evidente inadeguatezza di una difesa che concede troppo agli avversari di turno e rende difficile conquistare le vittorie e stare davvero tranquilli. L'allenatore del Cagliari Lopez tenta il tutto per tutto e inserisce anche il veloce Ibarbo per mandare ulteriormente in confusione la difesa rossonera ma, per fortuna, anche la retroguardia sarda non è un granchè e un'altra leggerezza favorisce il gol che chiude la partita, visto che una spizzata di Ariaudo su cross di Abate diventa un involontario assist per Balotelli che non si fa pregare e scaglia in rete una sassata violentissima da pochi passi sulla quale Agazzi non può fare alcunchè. Serata molto positiva per SuperMario: un gol, un assist, il tiro respinto dal quale è scaturito il secondo gol e, udite udite, niente ammonizione per la prima volta in stagione; in pratica il Balo è entrato in tutte le azioni delle segnature ed è stato ineccepibile dal punto di vista comportamentale, quindi merita solo elogi. Con un doppio rassicurante vantaggio, Allegri si dedica ai cambi: concede la standing ovation all'ottimo Robinho e manda in campo Matri, che fa il suo esordio a San Siro con la maglia che fu di Inzaghi e riceve anche lui l'ovazione del pubblico; poi dà un po' di riposo allo stanco Poli sostituendolo con Nocerino e alla fine concede qualche minuto al corrucciato El Shaarawy, coccolato dai cori della Sud, ma che sembra estraneo al nuovo progetto di Allegri; qualcuno vede nei pochi minuti in campo per il Faraone, l'occasione per salutare il suo pubblico, viste le voci che si rincorrono sugli spalti di un'imminente cessione, ma è meglio non pensare a queste cose e godersi una vittoria che nemmeno Sau, lasciato nuovamente libero davanti ad Abbiati e Ibarbo (tiro alto da pochi passi) riescono a rimettere in discussione. A proposito di sostituzioni, sulla panchina del Cagliari rimane seduto fino alla fine un certo Astori, che avrebbe fatto comodo in campo, non solo ai sardi, ma anche al Milan (chi ha orecchie per intendere, intenda...).

Finisce 3-1 e alla fine ci sono applausi per tutti e reciproci: la curva applaude i giocatori che rispondono con un altro applauso per ringraziare per l'incitamento che nemmeno questa sera è mancato; si può tornare a casa soddisfatti, in attesa di notizie da Madrid, ma uscendo dalla stadio c'è qualche venditore ambulante che svende foto giganti di El Shaarawy a un euro; forse che lui sappia già qualcosa che noi ignoriamo? O forse nel dubbio tenta comunque di disfarsene perchè potrebbero non servire più? Fra poche ore sapremo tutto, perchè il mercato è agli sgoccioli e, dopo la sosta per gli impegni delle nazionali, il Milan avrà il suo volto definitivo, almeno fino a gennaio; nel frattempo godiamoci questa squadra positiva e vincente, che cancella definitivamente la brutta prestazione di Verona, dimostra di essere sulla strada giusta e ottiene i primi tre punti di questo campionato. La strada è ancora lunga, c'è ancora da lavorare tanto, ma il cambio di modulo proposto da Allegri ha funzionato e sembra azzeccato, ma, come sempre in questi casi, servono continuità e risultati in serie per confermare le prime positive impressioni. Come già detto, non tutto è filato via liscio: amnesie difensive, Montolivo spaesato come trequartista e qualche piccola sbavatura, ma ciò dimostra che si può migliorare ancora e guardare finalmente al futuro con ottimismo e serenità, perchè vittorie come questa non danno solo tre punti, ma tranquillità ed entusiasmo a tutto l'ambiente.

per Milannews.it

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