Kakà e Matri per un attacco incredibile, ma in mediana ci sarà da sudare
Matteo Calcagni
Adriano Galliani ha condotto in porto una grandissima operazione di mercato, riacquisendo a titolo gratuito Kakà, il quale percepirà un ingaggio inizialmente impronosticabile: quattro milioni netti più bonus per due stagioni. Si può sindacare su quello che sarà il reale apporto del brasiliano in campo, ma resta l'aroma di affare: il trasferimento a titolo definitivo aiuterà certamente il giocatore, che non avrà la prospettiva di rientrare a Madrid (a differenza di quanto accadde per Shevchenko, che fu ripreso in prestito secco dal Chelsea). L'attacco rossonero si impreziosisce quindi di un ex Pallone d'Oro e di un centravanti, Matri, che darà una grossa mano agli schemi e alle rotazioni di Allegri. Il Milan ha provato anche a prendere Astori in prossimità del gong, trovando però la serrata resistenza del Cagliari: il centrale bergamasco avrebbe impreziosito la difesa ma non l'avrebbe fatta diventare impenetrabile.
Quello che convince meno, invece, è l'attuale conformazione del centrocampo: nelle prime quattro partite, nei tre ruoli in mediana, si sono alternati cinque giocatori, un po' pochini per affrontare un'intera stagione (o la prima parte in attesa di gennaio). Traoré è rimasto ed è arrivato Birsa, ma al momento il loro minutaggio non è pronosticabile, così come quello di Cristante: Bryan è un ragazzo promettentissimo, ma è innegabile che nel precampionato sia stato utilizzato col contagocce. Ci sarà la possibilità di adattare i vari Constant, Emanuelson e Saponara (quando rientrerà dalla pubalgia), ma quello che manca è un uomo di sostanza e carisma che possa, eventualmente, sostituire de Jong o Montolivo ove e quando necessario.


