El Shaarawy, parole da vero cuore rossonero. E Kakà potrebbe aiutarlo...
Riccardo Casali
Il mercato ha serrato i ranghi e, perlomeno fino a gennaio, si spengono le sirene vere o presunte intorno a Stephan El Shaarawy. Il suo nome è stato accostato per mesi a Manchester City e Real Madrid e negli ultimi giorni il Faraone è stato al centro di un tam tam mediatico, un vociferare che ne ha forse minato la tranquillità. Ora Stephan, campioncino in erba e ragazzo per bene, è pronto a concentrarsi serenamente sul campo e a lottare con determinazione per risalire nelle gerarchie di Allegri. Perché sì, il fenomeno che nel primo semestre della scorsa stagione ha fatto faville tenendo a galla il Milan nel suo momento più difficile e trascinandolo in alto, sul finire del campionato e all’inizio di questo ha assaggiato molto spesso il retrogusto amaro della panchina. Proprio in quest’ottica bisogna registrare lo sfogo rilasciato dal ventenne attaccante ai microfoni Mediaset nel post partita di Milan-Psv: ''Matri? Davanti stiamo bene così, abbiamo giocatori che possono fare la differenza, compresi quelli che oggi sono stati in panchina, come Niang e Robinho, e aspettiamo il ritorno di Pazzini''. Pur senza nominare l’ex attaccante della Juve, che sarebbe diventato rossonero nella notte, il messaggio lanciato dal Faraone era piuttosto chiaro e intuibile: basta punte, davanti siamo al completo. Come hanno dimostrato i giorni successivi le vie del mercato sono infinite e oltre all’attaccante lodigiano è arrivato, o forse sarebbe meglio dire tornato, a Milanello anche Ricardo Kakà.
A rigor di logica quindi gli spazi per il Faraone dovrebbero ridursi ulteriormente o perlomeno non ampliarsi: con Balotelli, Kakà, Robinho, Niang, Matri, Pazzini quando rientrerà, Saponara una volta guarito, la concorrenza è tanta e tutta agguerrita. Ma proprio quando ci si aspetta uno sfogo di Stephan El Shaarawy, soprattutto dopo la panchina contro il Cagliari, e un’apertura verso una sua possibile cessione ecco che invece Stephan si dimostra un giocatore atipico, un tifoso prima che un calciatore, un ragazzo che tifa Milan fin da piccolo e che ha i colori rossoneri impressi sulla pelle, in primis un sostenitore del Diavolo che non ha voluto nemmeno prendere in considerazione le avances di Real e Manchester City. Ecco le sue parole raccolte dai colleghi di SportMediaset: ''Resto al Milan, la mia è una scelta precisa e qualsiasi offerta arrivi io voglio restare. E’ tornato Kakà? Ricky è il mio idolo". Paradossalmente proprio Kakà, un concorrente in più per un posto nei ruoli offensivi, potrebbe traghettare il Faraone verso una nuova dimensione facendolo passare da giovane campione a fuoriclasse assoluto perché El Shaarawy ha tutte le qualità tecniche e tattiche per diventare un cosiddetto top player, l’ultimo step lo deve compiere sul piano caratteriale e della personalità. Quale migliore aiuto possibile per completare il processo di maturazione che allenarsi e giocare con il proprio idolo?


