Allegri fra tormentoni e tormenti
Emiliano Cuppone
Il destino di Massimiliano Allegri in rossonero sembra essere piuttosto tormentato. Il tecnico toscano non ha mai avuto un vero momento di serenità da quando è alla guida del diavolo, eccezion fatta per la vittoria dello scudetto nel 2011, ma per il resto le voci intorno a lui sono sempre state pungenti e piuttosto fastidiose.
Un allenatore perennemente sulla graticola, al centro delle cronache, sin dalla conferenza stampa di presentazione, di cui praticamente abbiamo dovuto avere un replay visto il poco spazio concesso dalla presenza del presidente Berlusconi. Ecco appunto, il rapporto con il tifoso numero uno è stato al centro dell’attenzione, secondo molti l’amore non sarebbe mai sbocciato e solo l’opera di mediazione di Galliani avrebbe tenuto insieme le parti. Il culmine al termine della scorsa stagione, nonostante il miracolo sportivo di un terzo posto conquistato contro i pronostici, con l’ombra di Seedorf che si allungava sulla panchina ed il colpo di scena finale che ha voluto la prosecuzione del rapporto con Allegri, ma senza alcun rinnovo.
Stagione nuova e vita nuova si pensava, messaggi di fiducia per il tecnico a giugno da tutte le parti in causa, ma nonostante ciò ecco arrivare i primi rumors di esonero, con lo scoglio dei preliminari come viatico della stagione e tanto di sostituto già pronto (almeno secondo le cronache sportive). Infine l’esplosione del Conte Max, giustificata, comprensibile, improvvisa e decisa, per quella che sembrava la fine di un tormentone lungo tre anni.
Ma la storia di Massimiliano Allegri ed il Milan non può essere serena al 100%, per questo, nonostante sembri che il patto col diavolo ci sia e che la panchina sia salda, spunta un nuovo tormentone (forse sarebbe meglio dire un nuovo tormento per il livornese). Massimiliano Allegri candidato numero uno per il dopo Prandelli (ci sarebbe anche il presente del tecnico azzurro, con un Mondiale cui ancora si deve conquistare l’accesso e che poi si dovrebbe provare a vincere, magari con un po’ di serenità per l’ambiente, ma questo in Italia sembra difficile), un destino già tinto d’azzurro secondo alcuni ed il presente rossonero sempre più precario.
Si comprende l’interesse per la vicenda, si capisce che la storia stuzzichi, ma forse sarebbe il caso di lasciar lavorare il livornese (magari anche Prandelli visto che ci siamo), di garantirgli la serenità necessaria a gestire una squadra complicata come il Milan, fatta di ambizioni e di una rosa ancora tutta da interpretare. Forse sarebbe corretto mettere Allegri nelle condizioni migliori per conquistarsi sul campo quello che merita, che si tratti di un rinnovo di contratto in rossonero o della panchina della Nazionale azzurra lo vedremo la prossima estate, ma adesso ci sono 9 mesi intensi, da vivere senza troppi tormentoni e, soprattutto, senza tormenti mediatici.


