Kakà, l'approvazione dei rivali storici tra preoccupazione e scaramanzia
Riccardo Casali
Il ritorno di Kakà a Milano sta destando molta curiosità, interesse e anche una certa dose di preoccupazione tra gli addetti ai lavori e alcuni avversari storici del Diavolo. Non sarà più il giocatore partito quattro anni fa, non avrà più lo scatto bruciante e spacca-difesa che lo ha reso celebre, non sarà più il Kakà del Pallone d’Oro conquistato nel 2007, avrà il motore ingolfato, eppure…Eppure il ritorno sotto la Madonnina di Smoking Bianco ha rappresentato il colpo mediatico dell’estate del calciomercato italiano e ha gonfiato l’entusiasmo dell’ambiente rossonero. In attesa di scoprire con il tempo il contributo tecnico che il numero 22 porterà alla causa rossonera, ecco che questa operazione ha già sortito qualche effetto concreto: la soglia di attenzione e, perché no, preoccupazione degli avversari del Milan si è alzata. Proprio nella giornata odierna la Gazzetta dello Sport propone due interviste a Marcello Lippi e Antonio Conte. I due tecnici, simboli del passato e del presente della Juventus, si sono trovati concordi a leggere in chiave positiva, per il Milan naturalmente, la riconsegna di Kakà al palcoscenico italiano. I due mister, che hanno dato vita ad appassionanti duelli negli anni scorsi con i rossoneri, individuano un fattore che può risultare decisivo nella seconda avventura milanista di Ricky: l’ambiente.
Ecco infatti le parole rilasciate alla rosea dall’ex commissario tecnico della Nazionale, Marcello Lippi: ''Malgrado gli ultimi anni Kakà non si discute. L’ambiente lo aspettava con entusiasmo, lui voleva il Milan. Potrebbe essere la formula vincente''. Sulla stessa lunghezza d’onda si trova il mister campione d’Italia: ''Penso che Kakà sia un ottimo giocatore, uno che conosce bene l’ambiente e porterà esperienza e entusiasmo. Sparito negli ultimi anni? Molto dipende dalle situazioni in cui i giocatori si trovano. Kakà ha il Milan nel cuore e questo dice tutto. Con lui il Milan diventa un avversario ancora più temibile''. La chiosa finale porta la firma dell’attuale allenatore bianconero che implicitamente invita i rossoneri a gettare la maschera ed uscire allo scoperto: ''Con l’intelaiatura della stagione passata, nel girone di ritorno il Milan ha fatto i nostri punti, e i numeri bisogna ricordarsi sempre e non solo quando fa comodo. Ora il Milan ha preso Kakà, Matri, e aveva già preso Balotelli a gennaio. Ha tutti i requisiti per lottare per lo scudetto''. Resta da capire quale sia il reale motivo che muove le dichiarazioni del mister bianconero tra preoccupazione reale, scaramanzia, semplice voglia di nascondere le proprie ambizioni sapendo che la Juve parte largamente strafavorita per la conquista del tris, oppure un insieme di tutto questo…


