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Emanuelson, la strada da seguire è tracciata

autore
Riccardo Casali
per Milannews.it
venerdì 6 settembre 2013, 12:00Primo Piano
autore Riccardo Casali
06.09.2013 12:00Primo Piano
Daniele Buffa/Image Sport
Daniele Buffa/Image Sport

Urby Emanuelson come Kevin Constant. Al momento si tratta di un progetto in fase embrionale, un disegno in cui Massimiliano Allegri crede tantissimo, tanto da convogliare tutte le sue energie per realizzare questa trasformazione. Ricordate tutti la parabola di Constant? Arrivato dal Genoa come interno di centrocampo nel mercato del dopo Ibra e Thiago Silva, criticato in partenza da tutti, è stato trasformato in terzino sinistro in seguito ad una felice intuizione del Conte Max. Il giocatore guineano è diventato una solida realtà della squadra rossonera e si è aggiudicato la maglia da titolare, almeno fino all’esplosione completa di De Sciglio. Nella scorsa stagione Constant, partito tra l’ilarità e scetticismo generale (eufemismo), ha collezionato 25 presenze, per un totale di 1875 minuti, togliendosi alcune importanti soddisfazioni, come quella di aver annullato in marcatura Messi nell’andata degli ottavi di finale a San Siro (2-0 per i rossoneri): in pratica l’esame di maturità, da terzino, superato a pieni voti da Kevin Constant.

Nella testa di Allegri e dei dirigenti rossoneri lo stesso percorso deve essere intrapreso da Urby Emanuelson. L’olandese, ancora anarchico tatticamente, è alla sua seconda stagione piena con la maglia del Milan (terza in totale). Tanti i margini di miglioramento dell’ex Ajax: in primis la continuità durante l’intera stagione e dentro la stessa partita. Troppo spesso Urby, specialmente l’anno scorso, si estraniava dal match e ciondolava per il campo, ottenendo il risultato di far innervosire Allegri e i tifosi rossoneri. Altro grande punto su cui il 26enne tuttofare olandese può e deve migliorare è, come detto poc’anzi, l’anarchia tattica: cresciuto e abituato a giocare nel campionato olandese (quello per intendersi in cui i ruoli sono intercambiabili), Emanulson è giunto ad un punto in cui non si sentiva né carne né pesce: Allegri prima di provarlo da terzino l’ha collocato dappertutto sulla scacchiera verde. L’olandese ha infatti occupato quasi tutti i ruoli offensivi: è stato impiegato da mezzala a centrocampo, da trequartista e da attaccante esterno con risultanti troppo spesso altalenanti. Il mister rossonero dopo sporadici esperimenti provati senza grosso successo la scorsa stagione, ha deciso di dar seguito alla sua idea e di portare stabilmente l’olandese a svolgere il ruolo di terzino sinistro. Tante le ore passate da Allegri e da Mauro Tassotti sui campi di Milanello a insegnare e spiegare al giocatore i movimenti da effettuare, soprattutto in fase difensiva. Perché il problema sta tutto lì: Emanuelson possiede le qualità tecniche per interpretare il ruolo secondo i desiderata di Allegri (secondo cui il terzino deve saper giocare la palla) e ottime doti di spinta e cross. Il cruccio risiede tutto nella fase difensiva: l’olandese, complice anche il suo know-how calcistico, fa ancora fatica a rientrare nella linea difensiva dopo le folate in avanti, a fare le diagonali di chiusura ed è ancora in ritardo nei movimenti corali di difesa. Ma Allegri non demorde la sua idea: il nuovo terzino rossonero ha giocato due partite su quattro e pur evidenziato normali limiti di apprendimento ha mostrato dei passi avanti considerevoli. Se l’esperimento dovesse raggiungere i risultati sperati, il Milan rivaluterebbe un giocatore su cui aveva puntato molto e troverebbe un fluidificante con l’arte del cross.

per Milannews.it

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