Se bastasse Kakà...
Luca Serafini
Per una volta, cominciamo dalla metà vuota del bicchiere provando a riempirla: i ritorni, sia in campo che in panchina (Gullit, Shevchenko, Capello, Sacchi) non hanno mai funzionato. Vero, ma chissà che per una volta... Una differenza sta nel fatto che Gullit e Sheva se ne vollero andare loro, la prima volta, Kakà invece è stato ceduto quando sarebbe rimasto più che volentieri al Milan. E' arrivato Carlo Ancelotti al Real Madrid e in molti hanno pensato che sarebbe stata l'ultima chance per Riky: da una parte è vero, dall'altra c'è che Carlo è un allenatore, non un parente, quindi con grande onestà deve aver detto al suo ex pupillo che il posto proprio non avrebbe potuto garantirlo; la stessa cosa deve aver detto a Galliani, unitamente alle informazioni sullo stato fisico e di salute del ragazzo. Chiuso con Matri e Kakà, senza Boateng, il mercato rossonero ha un po' più senso, nonostante continuino a mancare all'appello un buon centrocampista e un buonissimo difensore e rispondendo invece ancora "presente" giocatori dei quali si sarebbe fatto volentieri a meno. La cessione di Boateng e i 2 arrivi hanno salvato quasi integralmente i proventi della Champions, è lecito attendersi che almeno una parte venga reinvestita, prima o poi.
La parte piena del bicchiere è che l'attacco a disposizione di Massimiliano Allegri è assolutamente competitivo in Italia e potrebbe diventare sorprendente in Europa, secondo un vecchio adagio che recita: "La miglior difesa è l'attacco", anche perché se ci si affidasse soltanto alla difesa, poche speranze avrebbero cittadinanza. Eppure quando qualcuno sostiene che in giro c'è poco di meglio, non ha tutti i torti. La difesa della Juve (di cui non siamo tenaci estimatori, ma resta pur sempre quella 2 volte Campione d'Italia e quella vice-campione d'Europa) è molto protetta da un centrocampo eccezionale. Quella del Napoli, nei singoli, non pare davvero fornire certezze maggiori rispetto a quella milanista. Per non parlare di quelle di Lazio e Fiorentina. La Roma è un'incognita, il pacchetto arretrato dipende molto dall'equilibrio del resto della squadra. Rimane l'Inter, potenzialmente la più interessante se Campagnaro si confermasse e se Ranocchia e Jesus decidessero cosa fare da grandi.
Dunque, con tutte le perplessità sulle lacune di un mercato in extremis e di un ritorno che potrebbe apparire tardivo, il titolo può trasformarsi in una gradevolissima domanda: e se bastasse Kakà?
Feroce polemica sulla lista Champions del Milan. E' rimasto fuori Niang, giovane promettente attaccante che in un anno ha segnato un gol in Coppa Italia. Il che non sminuisce l'entità dello sbaglio, di cui per la prima volta a memoria d'uomo si è assunto la totale responsabilità "ad personam" un dirigente (Umberto Gandini) attraverso un comunicato ufficiale. Un atto di onestà da parte di una persona che rimane appassionata del suo lavoro e della società per cui lo svolge. Quanto a Niang, il consiglio è che faccia di tutto affinché già da gennaio diventi impossibile dimenticarsi di lui...


