El Shaarawy e l'arrivo di Kakà: più pro che contro per il Faraone
Matteo Calcagni
Il tornado delle critiche non sembra voler allontanarsi da Stephan El Shaarawy, dalla panchina col Cagliari a quella con la Bulgaria, passando per l'arrivo di Kakà. In pochi però fanno notare come il giovane savonese, in questo avvio stagionale, sia stato tra i migliori in campo (se non il migliore) nella doppia sfida contro il PSV Eindhoven: un play-off da dentro o fuori che è stato deciso anche dalla sua pesantissima rete in trasferta in Olanda. La prestazione incolore con il Verona, dove tra l'altro tutto il Milan ha fallito, non può certamente sovrastare quanto di buono mostrato da El Shaarawy in Champions e nel precampionato.
Certamente il cambio di modulo penalizza leggermente l'ex Padova, finora più incisivo da esterno d'attacco che da seconda punta, ma la presenza di un trequartista vero lo potrebbe aiutare sensibilmente ad andare in porta. Il fatto che questo trequartista sia Kakà, idolo di El Shaarawy da sempre, non può che facilitare questo processo di crescita ed evoluzione. Una coppia che potrebbe rivelarsi assolutamente devastante, considerando anche la presenza di un certo Mario Balotelli...


