Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Nessun caso diplomatico, solo SuperMario

autore
Emiliano Cuppone
per Milannews.it
martedì 10 settembre 2013, 20:00Primo Piano
autore Emiliano Cuppone
10.09.2013 20:00Primo Piano

Nonostante la delicatissima sfida degli azzurri alla Repubblica Ceca sia ormai alle porte (si gioca stasera e si fa per conquistare la qualificazione al Mondiale brasiliano della prossima estate), nonostante il record di presenze di Gigi Buffon (da festeggiare di fronte al suo pubblico) e le voci sulla panchina di Prandelli (con il ct che sembra indirizzato ad un addio in luglio), i fari della critica restano puntati su Mario Balotelli.

Il Mario nazionale ha il dito dei benpensanti puntato contro, ancora una volta, come sempre, questa volta per aver disertato l’appuntamento con il ministro per l’integrazione Cecile Kyenge. Diamo atto che la presenza di Balotelli sarebbe stata sicuramente cosa gradita, visto che il ministro incontrava i c.d. “nuovi italiani”, rappresentati per l’occasione da Stephan El Shaarawy ed Angelo Ogbonna, dei quali Balo è un po’ l’ambasciatore calcistico. Allo stesso tempo, però, c’è da ricordare (come già fatto da Cesare Prandelli) che SuperMario aveva già avuto l’onore di incontrare la signora Kyenge in quel di Bologna, occasione in cui le regalò la propria maglia fermandosi a parlare a lungo con lei.
Allo stesso tempo, però, nessun obbligo di presenza era stato imposto a Balotelli. Il bresciano, per una volta, si è tirato fuori dai riflettori, si dice perché non si sia svegliato in tempo, magari perché è anche piuttosto stanco di essere sempre al centro del dibattito relativo al razzismo ed all’integrazione. L’impegno di SuperMario in questo senso è massimo, ma possiamo immaginare quanto possa essere stressante per il ragazzo essere costantemente tirato per la giacchetta, chiamato in causa ad ogni occasione buona per parlare di argomenti che certamente non lo entusiasmano.
La sensazione è che da un lato si critichi Balotelli per il suo voler essere sempre al centro dell’attenzione, per la sua insofferenza ed il clamore che genera ogni suo gesto (ricordiamo la polemica scoppiata prima della sfida col Verona), dall’altro, però, si sia pronti a sottolineare ogni singolo gesto del bomber rossonero, riprendendolo anche quando, per una volta, si defila dal centro della scena per lasciare spazio a qualcun altro.

In buona sostanza qualsiasi cosa faccia SuperMario sembra degna di nota, che la critica ad ogni sua scelta sia quasi doverosa, necessaria, dovuta.
La verità, forse, è che Mario Balotelli fa notizia, fa vendere ed appassiona, ma non per questo si può giustificare ogni attacco all’uomo prima che al giocatore, sembra essere arrivato il  momento di lasciar vivere il ragazzo e criticare solo il calciatore. Ci lamentiamo del nervosismo e delle manie di protagonismo di Balotelli, ma non siamo capaci di fare a meno di guardare a lui, di aspettare ogni suo piccolo gesto, ogni sua scelta, per vivisezionare, analizzare e criticare la cosa.
E’ arrivato il momento, forse, di lasciar vivere Mario Balotelli, di ammirarne i gesti calcistici e farlo crescere fuori dal campo, rispettandone le scelte, criticando solo errori, o presunti tali, che siano degni di nota, senza creare un caso nuovo ad ogni suo passo, ignorando scientificamente le dichiarazioni di chi (come Prandelli) minimizza quando non c’è da far tragedie.

per Milannews.it

Altre notizie