Trequarti affollata? No problem: Honda sarebbe comunque fondamentale
Matteo Calcagni
"Il Milan? E' un'opzione, ma non è l'unica. Quando arriverà il momento giusto prenderò una decisione. Lasciare il CSKA Mosca? Sì, ormai ho deciso. Lascerò il mio club alla naturale scadenza del contratto il prossimo inverno". Queste ultime dichiarazioni di Keisuke Honda, rilasciate al termine dell'amichevole fra Giappone e Ghana, hanno creato un po' di scompiglio nell'ambiente milanista, finora sostanzialmente certo di abbracciare il nipponico a parametro zero il prossimo gennaio. Alcuni, nello specifico, si sono interrogati anche sull'effettiva utilità del giapponese, visto l'approdo di Ricardo Kakà e i miglioramenti fisici di Saponara, riuscito a sconfiggere la pubalgia dopo un paio di mesi complicati.
La trequarti pare molto affollata e, da questo punto di vista, Honda non sembra un elemento essenziale, ma la verità è un'altra. Il nativo di Settsu è sì un 10, ma decisamente "moderno" sia nell'impostazione che nella filosofia in campo: il piede è raffinatissimo, ma la sua propensione al sacrificio lo rende un elemento utilissimo per qualsiasi squadra. Honda può tranquillamente giocare al posto di Kakà o con Kakà, magari arretrando nel ruolo di mezz'ala: il suo fisico e la sua costanza nel rientrare potrebbero tranquillamente adattarsi al ruolo di interno, infondendo di qualità il reparto mediano del Milan. A tutto questo aggiungiamo le motivazioni di marketing, certamente importanti, che renderebbero l'operazione ancor più vantaggiosa per la società rossonera. E le recenti parole? Honda, anche nei momenti caldi della trattativa, non ha mai dichiarato di essere già in accordo col Milan: la sua professionalità è incredibile e, almeno fino al termine del suo contratto col CSKA Mosca, difficilmente lo vedremo esporsi sul suo possibile trasferimento in rossonero.


