Kakà-Robinho, la staffetta verdeoro che punta allo stesso obiettivo
Pietro Mazzara
Da partente a uomo ovunque. Che strana la vita calcistica di un giocatore come Robinho, rimasto per mezza estate al centro delle vicende di mercato che lo volevano vicino al Santos. Poi però la scelta: rinnovo con il Milan fino al 2016 (con spalmatura dell’ingaggio) e tanta voglia di rimanere da protagonista nell’anno che porta al Mondiale in Brasile. Lo stesso discorso, quello del volersi rilanciare in ottica Brasile 2014, lo si può fare anche per Ricardo Kakà. E’ stato lo stesso numero 22 rossonero ad ammettere candidamente di essere tornato al Milan anche per provare a convincere Scolari a prendere nuovamente in considerazione la sua candidatura per una delle 23 maglie che verranno assegnate prima della kermesse mondiale.
Un destino, quello di Kakà e Robinho, che si intreccia pericolosamente in quanto entrambi puntano allo stesso obiettivo. Ma i due, amici da tempo e sempre in contatto, non daranno vita a una staffetta fratricida in quel di Milanello. Il loro primo pensiero è il Milan e portare in alto il loro club che, seppur in maniera diversa, punta molto su entrambi. Sotto il profilo tattico Allegri, in questo senso, può spellarsi le mani e perdere il sonno, in senso positivo, cercando la soluzione migliore per la squadra avendo a disposizione, finalmente, due giocatori con doti tecniche superiori alla media e in grado di trovare la giocata risolutrice sia a livello individuale sia come ultimo passaggio. Kakà e Robinho, il samba brasiliano torna a suonare a Milanello con uno sguardo alla Seleçao…


