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Camarda, difficoltà appurate. Ora che si fa? Ci vuole equilibrio e calma, non solo all'esterno

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Manuel Del Vecchio
per Milannews.it
Oggi alle 20:00Primo Piano
autore Manuel Del Vecchio
16.10.2026 20:00Primo Piano
Camarda in evidente difficoltà contro il Salisburgo: l'analisi della situazione
www.imagephotoagency.it
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Prima di Salisburgo-Milan sembrava una follia che Camarda avesse avuto così poco spazio. Dopo Salisburgo-Milan sembra folle che il Milan possa affrontare la stagione con il classe 2008 come unica riserva di Gonçalo Ramos. La verità, come sempre, sta nel mezzo. Amorim sa lavorare con i giovani e evidentemente sa capire il loro momento: Cisse è un esempio abbastanza importante. In estate, per convincere Camarda a rinnovare il suo contratto col Milan, il tecnico portoghese evidentemente gli ha presentato un certo tipo di progetto fatto a misura su di lui. Ha certificato il tutto Cardinale, scottato dal caso Liberali e intenzionato a puntare con forza sui talenti del Settore Giovanile del Milan. E chi meglio di Camarda rappresenta tutto questo? Una vita in rossonero, tifoso sfegatato, una caterva segnati giocando spesso sotto età. Poi però arriva il calcio "vero", quello dei grandi. E lì non conta il nome, non conta il potenziale, non contano le belle speranze. Conta solo chi è più forte e, se sei un attaccante, conta solo se fai gol.

Quello del centravanti è davvero un mestiere infame, soprattutto se lo fai nel Milan. Perfino Gonçalo Ramos deve utilizzare ogni centimetro a disposizione delle sue spalle larghissime - parliamo di uno che col Portogallo ha sostituito Cristiano dopo il CR7-gate e ha giocato con serenità, segnando a ripetzione - figuriamoci quindi Camarda, che mette ora piede nel calcio dei grandi. Inutile rimuginare sulle gestioni precedenti, anche perché è ormai assodato che siano state tutte sbagliate: dalla stagione in cui ha fatto spola tra Prima Squadra, Milan Futuro e Primavera all'annata sfortunata dell'anno scorso a Lecce. Infortunio a parte si trattava comunque di una squadra poco adatta ad una punta che deve sbocciare. A tutto questo si deve aggiungere anche la figura ingombrante del procuratore, che evidentemente in questi anni non ha azzeccato il percorso giusto da far intraprendere al ragazzo, anche mediaticamente parlando.

Ieri è stato evidente, anche contro un Salisburgo modesto, che c'è un grande dislivello fisico tra Camarda e i difensori avversari. Dislivello che viene accentuato anche da un Milan che sta ancora prendendo le misure su come giocare e su come coinvolgere la punta nel proprio gioco offensivo. Dicevamo: in alcune situazioni è in difficoltà anche Gonçalo Ramos, figuriamoci quindi cosa può fare Camarda. Al momento il gap più grande è soprattutto fisico, perché alla fine i movimenti - quelli che hai o non hai - Camarda li ha. Sul primo gol di Cisse porta via due difensori col movimento ad attaccare il primo palo, ma è comunque troppo poco per arrivare alla sufficienza. L'ha confermato anche Amorim nel post partita: "Camarda legge bene le partite. Deve migliorare in esplosività, passo e ritmo. Ci stiamo lavorando. Ha la possibilità di correre per tutti i 90 minuti. Ci stiamo lavorando. È qualcosa che gli è mancata anche stasera, anche perché in area sa come muoversi, sa tante cose".

In tanti paragonano il giovane rossonero a Pio Esposito dell'Inter, ma parliamo ovviamente di giocatori e percorsi differenti. All'età che ha ora Camarda, Pio iniziava il primo dei suoi due anni in Serie B allo Spezia, in una squadra che puntava a vincere il campionato cadetto e che giocava un calcio offensivo. Il tutto senza i riflettori puntati addosso. Non è mai troppo tardi per prendere spunto... C'è bisogno di grande calma ed equilibrio da parte dell'ambiente Milan, della stampa, dello stesso giocatore e da parte dei suoi procuratori.

per Milannews.it

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