Ricky non sgomma: numeri non esaltanti nell'esordio-bis di Kakà
Salvatore Trovato
L’esordio-bis di Ricardo Kakà ha un po' deluso le attese. La prestazione collettiva della squadra ha certamente annebbiato anche il brasiliano, che, dal canto suo, non è riuscito a imprimere alla manovra rossonera quel cambio di marcia che ci si aspettava. La scarsa condizione atletica non consente ancora al numero ventidue rossonero di sopportare quegli incarichi dispendiosi che il mister gli chiede, dopo aver cambiato modulo: il passo della mezzala, il lavoro in mezzo al campo del mediano e la velocità mista a tecnica negli spazi stretti del trequartista-attaccante. Contro il Toro, Max Allegri lo ha subito gettato nella mischia alle spalle di Balotelli e Robinho: i tre si sono cercati, soprattutto nel primo tempo, ma con risultati spesso approssimativi.
L’ex Real, come riportato dalla Gazzetta dello Sport, nei 70 minuti giocati, ha toccato 64 volte il pallone, sbagliando pochissimi passaggi (ben 34 giusti su 39 effettuati), prima di lasciare il posto a Birsa nella ripresa per la stanchezza e un problemino muscolare. La squadra, dunque, si è appoggiata spesso su Kakà, il quale ha provato più volte a svariare sull’esterno, senza tuttavia trovare sbocchi. Sei sponde sui centrocampisti, due sole conclusioni, poche verticalizzazioni, zero intuizioni e, soprattutto, nessuna sgroppata a tutta birra (già, quella proprio non c’è ancora): decisamente poco per un fuoriclasse che aveva abituato tutti a ben altre performance. Insomma, il ritorno di Ricky non ha incantato, anche se, con pochi allenamenti nelle gambe, un ritmo partita ancora da ritrovare e un’intesa con i compagni ovviamente da affinare, c’è tutto il tempo - più in là! - per giudicare.


