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Nessun caso Kakà: tanta voglia di tornare grande

autore
Emiliano Cuppone
per Milannews.it
mercoledì 18 settembre 2013, 08:00Primo Piano
autore Emiliano Cuppone
18.09.2013 08:00Primo Piano
Daniele Buffa/Image Sport
Daniele Buffa/Image Sport

L’infortunio di Ricardo Kakà è già un caso per i media, tutti pronti a puntare il dito sulla condizione fisica del brasiliano e qualcuno pronto a parlare di bidone rifilato da Florentino Perez all’amico Galliani.
La tesi è quella di una fragilità cronica del 22, di un giocatore ormai rotto è poco utile alla causa. La realtà è quella di un infortunio muscolare normale, tutto sommato preventivabile in questo periodo della stagione, con i carichi di lavoro da smaltire, del tutto accomunabile a quelli incappati ai vari Montolivo, El Shaarawy ed Abate.

La probabilità d’infortunio, poi, aumenta esponenzialmente se si getta nella mischia un giocatore di 31 anni che non ha il ritmo partita nelle gambe, appena arrivato da un campionato profondamente diverso. Il tutto inoltre va commisurato alla botta che ha rimediato Kakà da Bovo, un’entrataccia sulla caviglia che certo ne ha condizionato i movimenti, magari portandolo a caricare  male il peso sui muscoli.
Nulla di preoccupante da un punto di vista fisico, lasciando da parte le teorie disfattiste e dando il tempo a Kakà di ritrovare una forma che, causa troppe panchine, al Real Madrid ha faticato ad arrivare. Il brasiliano ha bisogno di un po’ di tempo e di serenità, troppa pressione è stata messa su di lui, da molti visto come il salvagente di un Milan bisognoso di campioni.
In quest’ottica sembra inserirsi anche la scelta presa dal giocatore di autosospendersi lo stipendio. Non è la prima volta che accade, era già successo e proprio al Milan con Redondo, ma la situazione all’epoca era profondamente diversa. Sì, perché l’argentino maturò questa decisione dopo circa un anno d’inattività, quando all’ennesimo problema al ginocchio valutò che non fosse corretto continuare a percepire i lauti compensi dovuti, attendendo di essere di nuovo a disposizione. Oggi invece Kakà fa questa scelta di fronte ad un infortunio che, presumibilmente, lo terrà fuori per un mese o poco più, nulla di trascendentale, qualcosa che può capitare, niente a che vedere con la situazione di Redondo.

La sensazione, quindi, è che Kakà voglia tempo, voglia con questo gesto evitare pressioni forti di un ambiente che sull’entusiasmo derivante dal suo arrivo tanto ha puntato, tanto da gettarlo immediatamente nella mischia. A Torino Allegri ha schierato il brasiliano un po’ per esigenza tattica, è vero, ma anche perché tutto l’ambiente smaniava all’idea di rivedere il pallone d’oro nuovamente con la maglia rossonera. La scelta di non percepire compensi, quindi, sembra indirizzato verso una voglia di non affrettare i tempi, di rimettersi in sesto, ritrovare la condizione migliore e rimettere piede in campo, certo il prima possibile, ma compatibilmente con un recupero pieno, onde evitare ricadute.
Nessun caso Kakà, quindi, semplicemente la volontà di ritrovare la forma migliore e tornare decisivo come una volta, senza affrettare i tempi, senza cedere a pressioni mediatiche e tecniche che potrebbero rivelarsi deleterie, anche a costo di rimetterci mezzo milione di euro.

per Milannews.it

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