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Avere cuore è un'altra cosa. E' un Milan troppo triste per essere vero

autore
Gaia Brunelli
per Milannews.it
venerdì 20 settembre 2013, 00:00Milanello in rosa
autore Gaia Brunelli
20.09.2013 00:00Milanello in rosa
DANIELE MASCOLO/PHOTOVIEWS
DANIELE MASCOLO/PHOTOVIEWS

E’ un Milan che fa fatica. A fare tutto. Fa fatica a giocare a calcio, a correre dietro a un pallone. Fa fatica a entusiasmare e soprattutto a trovare qualcuno che dia gli stimoli giusti. Nel calcio si dice che il risultato sia l’unica cosa che conti, ma il due a zero contro il Celtic ha il sapore della sconfitta. O quantomeno della consapevolezza che miglioramenti non ce ne sono stati per niente. Si parla di cuore. Si legge che il Milan ha vinto con il cuore, così come aveva pareggiato contro il Torino. Eppure, secondo me, il cuore è un’altra cosa. La passione, la voglia, la fame vengono anche quando le qualità sono mediocri, anche quando le gambe non vanno. Contro gli scozzesi non c’è stato nulla di tutto ciò. Tantomeno il cuore. Il gol di Zapata è arrivato in maniera fortuita. Ecco, sì, di fortuna si può parlare. E basta. Chi ha cuore vince perché suda, perché si impegna, perché non molla mai. La Juventus ha vinto uno scudetto di cuore, quello del famoso gol non convalidato a Muntari.

Quello in cui il Milan come rosa era nettamente superiore. Ma Conte ha spronato i suoi a correre più degli altri, ad arrivare prima sui palloni, a sudare in allenamento e in campo, a sputare sangue e a crederci fino in fondo. Questa squadra è triste. Balotelli ci ha messo 70 minuti prima di decidere che sarebbe stato meglio prendersi la squadra sulle spalle anziché arrabbiarsi con l’arbitro per falli non concessi o con i compagni per passaggi sbagliati. E questo non è accettabile. Un centrocampo di soli interditori è un’agonia. Un terzino che non fa un cross in area è una lenta agonia. Gli infortuni hanno la loro parte, d’accordo. Ma lo spirito Milan dov’è finito? Nessuno si entusiasma più, nessuno ci crede più. Domenica sera non ci sarà un mediocre Celtic, ma a San Siro arriverà il Napoli. Alzi la mano chi pensa che i rossoneri abbiano anche solo una possibilità di pareggiare. E’ un brutto pensiero, è vero. Ma è la realtà. E se lo pensiamo noi, chissà cosa pensano quelli che scendono in campo. Ci vuole una scossa e anche in fretta. Ci vogliono motivazioni, quelle che davvero ti fanno vincere con il cuore e non con la fortuna.

per Milannews.it

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