Di Natale vede Allegri e si esalta: 5 reti in 6 partite. E poteva essere rossonero...
Riccardo Casali
Il Milan impallinato anche dal non trascendentale Caen e con l’emergenza difesa è atteso sabato sera dalla prova Di Natale: l’attaccante bianconero, neo trentaseienne, quando vede rossonero (ci riferiamo alle sfide contro il Milan di Allegri) diventa un cecchino ancora più infallibile del solito. L’attaccante partenopeo è infatti il secondo giocatore in attività dietro Totti (230) per gol segnati in Serie A: conta ben 178 reti. Totò-Udine è un legame inscindibile che porterà il giocatore a chiudere la carriera nella società dei Pozzo: una vera e propria scelta di cuore fatta dal bomber che anche recentemente ha rifiutato avances di club importanti (Juventus e Milan in primis). Tutto questo preambolo per sottolineare la prolificità, superfluo persino dirlo, del numero 10 e il suo ottimo score contro il Milan. Negli ultimi tre anni, quelli in rossonero targati Max, le sfide tra Milan e Udinese sono state sei, con un bilancio di due vittorie dei rossoneri, una dei bianconeri e tre pareggi.
Le sfida a San Siro hanno visto una vittoria del Milan, l’anno scorso doppietta di Balotelli, e due pareggi, il rocambolesco 4-4 con doppietta di Di Natale, e l’ 1-1 con gol ancora di Di Natale pareggiato dalla rete di El Shaarawy. Per Totò quindi tre reti a San Siro in tre partite: Allegri dunque deve correre ai ripari e chiedere alla sua difesa di prestare maggiore attenzione ai movimenti, alla velocità e ai tagli del numero 10 friulano. Il tabellino delle sfide, in Fiuli, si completa con un pareggio (0-0) con rigore sbagliato da Di Natale, una vittoria per i rossoneri 2-1 (gol di Di Natale), e una vittoria per i friulani, l’anno scorso con rete di Di Natale (un nome, un’ossessione verrebbe da dire…). Dunque, ricapitolando, per il cannoniere napoletano ecco che il bilancio contro il Milan del Conte Max è, in attesa delle due partite di questa stagione, di 5 gol in 6 partite disputate. Pertanto l’impressione, giustificata dai numeri e dalla storia, è che la difesa rossonera, totalmente in emergenza sabato, faticherà non poco a tenere a bada il giovane 36enne.


